Cap 6 – L’epidemia

Arrivo nella sala d’aspetto del Fabiani trafelato ed ansimante. Conto le persone che mi precedono…sei..sono troppe.
Non aspetterò il mio turno, il mio problema è  più grave.
Poi ammettiamolo, dei sei sconosciuti presenti, cinque avranno almeno 75 anni, i classici vecchietti che, per ammazzare il tempo, si inventano acciacchi ogni quarto d’ora.
Da quando sono entrato nessuno ha più parlato, sento puntati su di me gli sguardi di tutti.
In un altro momento forse avrei dissolto la tensione con una delle mie famose domande rompi ghiaccio: “Chi è l’ultimo della fila?”, “Qualcuno ricorda il nome del milite ignoto?”, “C’è vita dopo la morte?” ma oggi no, oggi è uno dei miei giorni d’Ansia.
L’Ansia è diabolica, arriva quando meno te lo aspetti, è subdola e pervasiva, cresce come un rampicante all’interno del mio corpo. Stringe pian piano le mie viscere sino ad arrivare alla gola. Mi toglie il respiro, mi annebbia la vista.
E’ come se un genio malvagio mi avesse chiuso la testa in una scatola di cartone ove i miei pensieri diventano echi di grida disperate e il mio vivere uno gocciolare immondo di paure e insicurezze.
Non resisto, abbasso lo sguardo e d’impulso entro nell’ambulatorio.
Il Fabiani non sembra stupito di vedermi. “Che piacere mio caro, qual buon vento”? dice ,  facendo capire alla paziente che sta visitando di rivestirsi ed andarsene.
La signora lo guarda incredula, poi sbotta qualcosa e si allaccia mestamente la camicia color cachi.
Trattengo a stento il mio impulso di scaraventarla fuori in malo modo.
Aspetto che la porta dello studio sia chiusa per cominciare a parlare. “Nessun buon vento dottore qui siamo in piena epidemia, mi deve vaccinare”.
“Siediti per favore” risponde “e spiegami bene cosa ti ha spinto a venire fino qui a chiedere il mio aiuto”.
Lo osservo mentre con gesti pacati solleva la cornetta del telefono e la ripone sul tavolo, sceglie con molta cura una bic nera tra le 10 del suo portapenne, apre il  block notes in una pagina bianca ove annota il mio nome e la data.
Per un attimo vivo la vita di un’altra persona, e mi trovo circondato da nomadi vocianti che mi accolgono e ricevono tra di loro offrendomi la testa di una pecora in un rito arcaico di benvenuto. Mi sento accettato, mi piace.
Scuoto impercettibilità la testa per risvegliarmi ed espongo il mio problema.
“Laura..è incinta”. Lo dico fissandolo negli occhi.
“Mi sembra una notizia di indubbio interesse” risponde. “e lo sarebbe ancor di più se tu fossi così gentile da dirmi chi è Laura e in che modo la cosa ti stia preoccupando”.
“Laura è incinta, la Dolly è incinta, due impiegate di mio padre lo sono, mia cugina Francesca ha una pancia che sembra una mongolfiera” gli rispondo bruscamente.
“Continuo a non capire” ribatte il Dott. Fabiani inclinandosi verso di me.
La mia rabbia esplode improvvisa ed ha la forza di un vulcano sopito da secoli.
“Come non capisce! E lei sarebbe un medico?? Non si rende conto che c’è un’epidemia che mette incinte le persone?” grido.
Il dottore mi fissa per alcuni secondi, imperturbabile come una statua di cera.
“Cerca di acclarare il mio dubbio” ribatte. “Tu hai bisogno di un vaccino che ti impedisca di mettere incinta una ragazza?”
L’idiozia delle persone mi esaspera.
“Che domande dottore!” grido con ancor più forza “sono io che non voglio rimanere incinta, non voglio che questa epidemia mi contagi!”
Annuisce. “Certo, ora capisco perfettamente” risponde. Si alza e per alcuni minuti rimane assorto guardando fuori dalla finestra.
“Ammetto che la tua domanda mi ha spiazzato” esordisce d’improvviso, “la possibilità che esista un’epidemia di questo genere mi allarma e tu ragazzo hai fatto benissimo a dirmelo” continua.
Si volge verso di me dandomi tempo di appuntare mentalmente di:
  1. verificare l’eventuale presenza di daltonici nella mia famiglia
  2. verificare la mia attuale capacità di distinguere i colori verde e rosso
  3. controllare la cerniera dei miei pantaloni
  4. fare la spesa.
“Credo tu abbia fatto qualcosa di realmente importante per la tua comunità quest’oggi…ce ne fossero di tipi come te” .
Passa una manciata di secondi e il Fabiani continua solenne: “E’ plausibile ritenere che sia una semplice convenzione sociale quella che obbliga la donna a interpretare il ruolo di madre e, di conseguenza, a rimanere incinta, mentre nulla ci impedisce di credere che le cose potrebbero improvvisamente cambiare…e, fammelo dire, l’idea di rimanere incinta a 61 anni mi terrorizza” conclude.
Lo vedo armeggiare in un cassetto della sua scrivania ed estrarre dopo poco un sacchetto contenente pillole di diverso colore. Ritengo ve ne siano di verdi e rosse ma l’eventualità che io sia affetto da daltonismo mi impedisce di affermarlo con sicurezza.
“Queste dovrebbero proteggerti almeno dall’evenienza di rimanere incinta” mi dice, “prendine una al giorno per una settimana e nel frattempo lascia che raccolga un po’ di dati su questa nuova epidemia”.
Rimango basito, per la prima volta in 36 anni quest’uomo mi ha colpito positivamente…è riuscito a darmi un esaustivo parere medico ed una soluzione senza farsi odiare.
Il Dott. Fabiani mi accompagna alla porta, ci sono le stesse 6 persone che aspettano di entrare.
“Scusate un attimo” esclama dopo aver attirato l’attenzione di tutti schiarendosi la voce “ho due importanti notizie da dare”.
“La prima è che questo ragazzo è un maledetto eroe”.
Brusio.
“La seconda è che per oggi le visite sono finite, andate a casa, chiudetevi in camera, non uscite; un’epidemia molto pericolosa si sta diffondendo e l’unico modo di combatterla è non ammalarsi.”
Guardo i sei anziani uscire mestamente dall’ambulatorio, sono consapevole di aver fatto anche per oggi la mia buona azione.
Saluto il Fabiani, lo fisso per un attimo…oggi splende di una luce diversa.
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38 risposte a “Cap 6 – L’epidemia

  1. ahhahahahha
    ma a volte mi domando chi sia realmente il malato!!
    😀
    è fenomenale questa pagina

  2. ma quindi ora il nostro Eroe…prenderà quelle pillole multicolore…
    le darà anche a Stefan?

    e il nostro dott Fabiani..????
    scoprirà il vaccino contro questa epidemia?
    prima che i vecchietti varchino la soglia di casa e si troveranno incinti??

    • Una tortura vero leggere due capitoli a settimana? Tempo al tempo, pane al pane, vino al vino, bue al bue, asinello all’asinello.

      Ps: credo di aver fatto un po’ di confusione con i detti..

  3. già…solo due puntate a settimana.
    ma dai ci lasci il gusto della suspense!

    tempo al tempo…
    bue al bue, asinello all’asinello…
    tre re magi ai tre re magi.

  4. Di Luca Stefania

    il protagonista è sempre meno affetto da MCI……
    penso proprio che sia un lazzarone bontempone che si diverte a complicare la vita del povero dottore e non solo, ha trovato un modo geniale per prendere la pensione dallo stato e divertirsi alle spalle di tutti.

  5. Il protagonista è proprio fuori di testa…e non ho capito se lo sia anche il dottore. Ma di una cosa sono sicuro. Non voglio rimanere incinta neanche io! :O

  6. E io che credevo di non dovermi preoccupare! correrò subito dal mio medico a farmi prescrivere una d quelle pillole. Di che colore hai detto che erano? XD

  7. L’unica cosa certa è che il nostro protagonosta ha il pallino di salvare il mondo, dai terroristi, da una strana epidemia…non è che alla fine farà davvero qualcosa di eroico ?

  8. Sembra che tutti vivano in una sorta di paese delle meraviglie, ma il protagonista è tanto Alice quanto il cappellaio matto o il bianconiglio!!! Dove vuoi arrivare?

  9. Lo sai che facevo il nostro protagonista più giovane? Mi pare di poter dedurre che ha intorno hai 36 anni..

  10. ai* sorry… mi é scappata una h… aiuto, la MCI sta contagiando anche me?

  11. Ho letto più volte il capitolo ma…c’è sempre qualcosa che mi manca. Cioè, lollosissima l’idea di un epidemia che mette incinta le persone, e anche il timore del protagonista di restare incinto è decisamente.. come dire.. beh, un’idea degna del nostro protagonista, però non so, rispetto agli altri capitoli è come se mancasse “qualcosa”. (In realtà però non ti saprei dire cosa sia questo “qualcosa”..è una specie di sensazione.. che persona inutile che sono XD)
    Comunque attendo il capitolo di domani, sono curiosa di scoprire qualcosa sulle donne del protagonista 😉

    • Ma no figurati!..intanto la sensazione c’è..poi magari riuscirari anche a metterla a fuoco e dircela così da poterne discutere. Oggi in realtà parlo sono in parte del rapporto del protagonista e le donne..le cose sono un po’ cambiate 🙂

  12. e magari lo ritroviamo tipo forrest gump su tutte le tv a fianco del presidente degli Stati Uniti mentre viene premiato per il suo eroismo!!!A proposito…Dove siamo??Perchè le cerimonie americane sono più pompose e rendono di più!!!!

  13. Ciao!
    …eh si molto persuasivo il dr. Fabiani, con te che ti ha sistemato rifilandoti un placebo, ma sopprattutto con gli altri “pazienti”. E’ sorprendente come, oggigiorno, spesso si diffondano analoghe improvvise e strane epidemie e come la gente corra a comprare vaccini prodotti in men di un amen…e ringrazia che nessuno abbia pensato di denunciarti per “procurato allarme” :)!
    Ma la parte più interessante, a mio avviso, è quella pseudotrance con i nomadi vocianti e la testa di pecora, se non è un episodio sporadico dovuto all’ansia di “rimanere incinta” anche tu, potrebbe avere in futuro ulteriori i sviluppi

    • Ciao Stefi…il tuo è il primo commento dove compare la parola placebo, credo sia una strada interessante. Anche il focus nella semi trance mi sembra interessante, le spiegazioni potrebbero essere molte.. 🙂

  14. Pingback: Cap 31 – Ada | Blog di un libro

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