Cap 4 – Il genio dell’appartamento 3B

Avere un genio come vicino di casa è davvero un lusso; lui è quello che può risolvere tutti i tuoi problemi, dal più insignificante al più complicato

Io i geni li riconosco quasi immediatamente. Appena ho l’impressione di averne uno davanti faccio partire il mio collaudatissimo “Test per il genio in tre passi”.

Comincio con quesiti abbastanza semplici: “Hai del latte?”, “Come va?”, “Sai dirmi che ore sono?”

Se tutto fila liscio e non vi sono errori clamorosi si passa alla fase due, “le domande trabocchetto”: “Buongiorno vicino, sai dirmi se pesa più un chilo di anguille o un chilo di piume?”, “Salve!, lei vuole più bene a sua mamma o a suo papà?”, “Mi tolga una curiosità, lei riesce a baciarsi il gomito?”.

I primi due stadi si esauriscono nel giro di poche settimane, poi, se il candidato è idoneo, comincia la fase tre, detta della Simbiosi

Durante la Simbiosi mi stabilisco quasi in pianta stabile a casa dell’aspirante ed insieme affrontiamo tematiche di tipo esistenziale.

Mi presento da lui il sabato mattina verso le 7 – 7.30; spesso per farmi aprire è sufficiente suonare con un po’ di insistenza per cinque minuti, altre volte è consigliabile svegliare il genio in erba con una telefonata previa.

Una volta dentro scatta il momento dei quesiti finali.

La prima accortezza è quella di non spaventarlo con domande a raffica, è preferibile un giusto mix di banalità e cose più serie.

“Bella giornata oggi no?…ah, a proposito, quale sarebbe la prima cosa che farebbe se domani un mago cattivo la trasformasse in una pietra?”

Oppure “E’ sua moglie questa nella foto?…scusi se mi permetto ma se assumiamo che la salute sia un equilibrio dinamico che deve essere ristabilito, una sorta di ritmo che deve essere armonizzato con la natura, lei sarebbe favorevole, magari sono in alcuni precisi giorni dell’anno, a fare l’amore con animali, arbusti e licheni?

Alla fine della giornata, se tutto è andato come previsto e l’individuo a me davanti si è dimostrato un genio, mi innamoro di lui, non solo come persona ma soprattutto della sua intelligenza.

L’infatuazione dura normalmente alcuni giorni, durante i quali mi tramuto in una sorta di parassita avido di conoscenza.

Complice la MCI comincio a delegare al genio tutte le mie incombenze…mi rivolgo a lui se c’è da cambiare una lampadina, gli parlo delle mie paure di contrarre malattie veneree per via aerobica, cerco in lui una sorta di protezione dal mondo, regredisco pian piano cercando conforto nella sua saggezza

A partire dal secondo giorno di regola il genio smette di aprirmi la porta e la mia infatuazione si tramuta in odio.

L’ultimo genio che ho incontrato è il Ruberti dell’appartamento 3B, lui ha smesso di aprirmi dopo che gli avevo manifestato la mia intenzione di passare il resto della mia vita abbracciato a lui come un koala.

Ha fatto di tutto per evitarmi, poi ieri ci siamo rivisti.

“Sei un genio” gli ho detto incrociandolo sulle scale “lo sai vero?”.

“No…nnn..non direi” ha risposto lui con il tipico atteggiamento del genio.

“Falso figlio di puttana” gli ho ribattuto, “avrò anche la MCI ma un genio riesco ancora a riconoscerlo”.

“Cos’è la MCI?” mi ha domandato sospettoso.

“MCI = mancanza cronica di iniziativa: la mancanza cronica di iniziativa è una malattia molto grave, magari non come la pertosse o gli orecchioni, ma è molto grave” ho recitato a memoria.

Mi ha fissato per alcuni secondi poi, senza salutare, ha ripreso a scendere le scale.

Non mi sono mosso, non volevo metterlo in imbarazzo, non volevo mi vedesse piangere.

Il mio cuore infranto in questo caso non c’entra nulla, la nostra era una storia destinata a fracassare.

Come avrebbe fatto lui, magari tra 20 anni, a sostenere il mio peso con il suo stanco corpo? E se io fossi rimasto abbracciato a lui e alla sua intelligenza per molto tempo, come avremmo fatto a coordinare tutte le piccole azioni del vivere quotidiano come andare al bagno o semplicemente andare al lavoro? La classica storia senza futuro.

Ho pianto perché forse sono un debole e davanti allo spreco di un dono mi ostino a pensare alle migliaia di persone che questo regalo non lo hanno avuto.

Penso al Ruberti e agli sforzi che lui e molti altri come lui, fanno ogni giorno per ignorare il tesoro di cui sono provvisti.

C’è il genio che accetta di spegnere il suo talento davanti ad una inferocita fila di clienti scontenti, c’è la ragazza che quando aveva 16 anni faceva commuovere gli angeli con la sua voce e che si è rassegnata a cantare solo sotto in doccia, c’è lo spirito creativo che ha chiuso in un garage le sue tele e i suoi colori, sacrificati sull’altare del posto fisso e degli impegni familiari.

Il cellulare che squilla interrompe la mia trance…il soldato Stefan chiama.

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33 risposte a “Cap 4 – Il genio dell’appartamento 3B

  1. “C’è il genio che accetta di spegnere il suo talento davanti ad una inferocita fila di clienti scontenti, c’è la ragazza che quando aveva 16 anni faceva commuovere gli angeli con la sua voce e che si è rassegnata a cantare solo sotto in doccia, c’è lo spirito creativo che ha chiuso in un garage le sue tele e i suoi colori, sacrificati sull’altare del posto fisso e degli impegni familiari.”

    Fantastico questo pezzo, davvero fantastico! Davvero una bellissima frase…eppure i sogni vanno rincorsi contro tutto e tutti, se si vuole 🙂

    Comunque, bellissimo sprazzo di follia questo capitolo, il protagonista è davvero pazzo…eppure simpatico, gli voglio già “bene”…sarà perchè un pò gli somiglio? 😛

    • ..un po’ pazzo, un po’ bambino, un po’ puro..
      Sono felice ti sia piaciuto..è la prima volta che si intravvede che esiste qualcosa nella follia del protagonista
      Grazie per il commento glicoz

  2. sei un libro assurdo ,ma mi stai piacendo proprio per la tua assurdità,
    se vai avanti a crescere cosi, credo che diventeremo ottimi amici.
    mi piacciono le situazioni al limite della follia ,sempre!!.
    di al tuo papà che ti sta crescendo bene

  3. Sarebbe molto bello se diventassero amici…. ma senza mai mostrare apertamente il loro affetto, sempre come se a stento si sopportassero!!! Comunque è una parte veramente moooooooolto ben riuscita, in particolare la frase sui sogni messi da parte!!!
    Ogni giorno sono in trepidante attesa del prossimo capitolo, di nuovi risvolti e nuovi strambi vicini di casa!!!! Sono sicura che una volta cresciuto sarai bellissimo!!! =P

  4. ‘Alla fine della giornata, se tutto è andato come previsto e l’individuo a me davanti si è dimostrato un genio, mi innamoro di lui, non solo come persona ma soprattutto della sua intelligenza.’

    questa cosa è semplicemente sublime…

    • Il protagonista riesce ad innamorarsi dell’intelligenza, della purezza delle persone perchè le vede in un modo differente. A lui non importa se uomo o donna…la sua infatuazione è più..profonda.

  5. Di Luca Stefania

    il genio intravede il suo caso pietoso da salvare, e cerca di stabilire un rapporto con quell’essere buffo che non è ancora riuscito ad inquadrare nonostante la sua mente brillante…….. ma il protagonista non vuole essere compatito, è il genio che gli fa pena!

    • Di Luca Stefania

      QUESTA FRASE MI HA COLPITO PARTICOLARMENTE.
      Come avrebbe fatto lui, magari tra 20 anni, a sostenere il mio peso con il suo stanco corpo? E se io fossi rimasto abbracciato a lui e alla sua intelligenza per molto tempo, come avremmo fatto a coordinare tutte le piccole azioni del vivere quotidiano come andare al bagno o semplicemente andare al lavoro? La classica storia senza futuro.

      • 🙂 Sì..volevo un po’ giocare sul paradosso (che novità). Nel mio caso che si tratti di una storia senza futuro è evidente e il protagonista elenca le “sue” motivazioni..ma nella vita reale quante volte la gente non vuole vedere che esistono evidenze che “gridano” che una storia non ha futuro e ci nonostante la gente si ostina?

  6. folle lucidità!!! fantastico !!! non commento perché ne voglio ancora ……….. :-))))

    • Resisterai fino a martedì?..l’idea è appunto pubblicare i martedì e i giovedì…almeno per ora. Nel mentre, se ancora non sei del gruppo, segui il link per “Facebook”..a volte pubblico piccole anteprime che magari ti farebbe piacere leggere..
      Ciao

  7. “Ho pianto perché forse sono un debole e davanti allo spreco di un dono mi ostino a pensare alle migliaia di persone che questo regalo non lo hanno avuto.”

    Queste righe mi hanno fatto pensare come a volte le persone che ci vogliono bene riescono a vedere in noi molto più di quanto noi stessi non facciamo.

    E poi che dire delle frasi sui sogni infranti e abbandonati, che dopo tutta la surrealtà della prima parte del brano ti riportano alla realtà un pò come un pugno nello stomaco… bel capitolo davvero, fai i complimenti a papà da parte mia 😉

  8. Tutti noi abbiamo un dono ma spesso non ce ne rendiamo conto, lo sotterriamo come i talenti della parabola del Vangelo.E sicuramente anche il protagonista ha un dono, lo scopriremo presto ?

  9. Bello anche questo…potremmo (e già parlo col plurale majestatis) provare a farlo “innamorare” davvero di qualche genio, uomo, donna, giovane o anziano, e vedere che succede quando la MCI comincia a barcollare, perchè quando ci si innamora di iniziative se ne avrebbero eccome! E magari c’è una lotta tra la voglia di non guarire dalla MCI e la voglia di INIZIATIVA amorosa….

    vabbè dai, io intanto mi diverto..
    ciao e complimenti
    Elena

    • Grazie Elena..molte delle mie attuali riflessioni vanno proprio nella direzione da te appena indicata

      • ..bè…allora aggiungo che in “quel” caso…cambierebbero anche le domande trabocchetto, no? comincerebbero ad avere un significato diverso e ci sarebbe bisogno di scoprire cose “reali” riguardo all’eventuale “amore”….
        a presto

    • ..già, sempre che si assuma che esista una differenza tra i due tipi di amore… Sono riflessioni le mie, non sto annunciando una verità. Prima o poi vedremo che soluzioni adotterà il mio papà per me!

  10. il soldato stefan?
    e mi termini così?
    dov’è il 5 capitolo?

    comunque questo è micidiale veramente!
    hai tutta la mia stima.
    dalle domande del test in 3 fasi del genio.
    all’insistenza delle domande “macedonia” che vengono sparate di prima mattina..
    alle immagini usate per descrivere l’instabilità emotiva e psicologica..
    fino alle riflessioni profonde delle ultime righe.
    bhè…i miei complimenti per questo capitolo!!
    veramente ben ma ben e ripeto ben fatto.
    😀

  11. ma uno malato..
    di mci?
    no?
    si..magari si può innamorare..
    ma è talmente convinto di avere sta malattia..
    che si dirà troppo esausto dalla malattia logorante che lo blocca dall’iniziativa di innamorarsi..
    ipocondriaco che non sa che si innamorerà..e quando accadrà non vorrà accorgersene.

  12. Di Luca Stefania

    troppo scontato che l’amore guarisca tutti i mali…..
    perchè il protagonista dovrebbe essere malato immaginario?
    non potrebbe realmente soffrire di una malattia rara?…tutti lo credono pazzo, invece si scopre una nuova malattia che rende buffi..

  13. …mi sa che il genio (malefico) sei tu!! povero Ruberti io al posto suo avrei chiesto rifugio o alla vicina nudista o al nano nel garage… 🙂

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