Cap 16 – Asia

C’è un momento in cui un raggio di sole squarcia prepotente le grigie nubi che coprono il cielo; i colori, che impauriti erano fuggiti nel lontano mondo del Tedio, tornano ad affacciarsi timorosi per restituire l’anima ai fiori. Il calore che dal cielo si irradia, è più dolce della melodia di un petalo di rosa, più puro di un fiocco di neve che si poggia sulla mia mano, e diviene parte di me, per sempre.

C’è un momento in cui il tuo cuore apprende per la prima volta a parlare con l’Amore, e lascia che il suo caldo soffio lo colmi della gioia dell’universo; il freddo iceberg cresciuto silente negli anfratti del tuo passato, sorride stupito al tepore di uno sguardo, e si scioglie lentamente, come neve al sole.

Asia ha parlato al mio cuore e lo ha destato dal suo sonno ormai senza tempo, Asia mi ha insegnato a capire l’amore quando io l’ho spinta lontana da me, per sempre.

Asia è la cugina di Flavia, la mia vicina nudista, fortunatamente o sfortunatamente non ne sposa appieno usi e costumi.

Si trasferisce per circa una settimana a casa della cugina per concentrarsi appieno sulla sua tesi e per sfuggire ad una situazione sentimentale più complicata che altro.

La incrocio per la prima volta due giorni dopo il suo arrivo davanti alla porta di casa.

Sono impegnato in un difficile esperimento di auto induzione di un colpo di sonno, ed ho la mente completamente assorta nell’immaginare una fila infinita di pecore che saltano una staccionata fatta di cioccolata Milka alle nocciole, quando percepisco gli occhi di una dea che mi fissano incuriositi.

“Scommetto che tu sei il vicino di casa matto” dice ridendo “io sono Asia, la cugina di Flavia, sarò anch’io una tua vicina per almeno altri 5 giorni.

“Mia cugina si è dimenticata di dirmi che rimane fuori a mangiare questa sera ed io sono senza chiavi di casa. Mi ha detto che potevo aspettare da te il suo ritorno.”

Mi sorride e mi tende la mano.

Rimango immobile a fissare le sue dita abbronzate, uno strano senso di confusione mi pervade.

Continuo ad osservarla per almeno 15 secondi, poi noto un certo imbarazzo nei suoi gesti.

Di tutte le donne imbarazzate che ho conosciuto, lei è senza dubbio la più bella.

È vestita in modo così semplice da risultare incredibilmente sexy, noto le sue Havaianas rosa, penso andrebbero d’accordo con le mie All Star.

La scruto per altri 10 secondi alla ricerca di un qualsiasi difetto, per sua sfortuna non ne trovo, per questo decido di non farla entrare in casa.

Cambia espressione quando le chiudo la porta in faccia, ma su due piedi ritengo si sia trattato di una semplice allucinazione.

Sento bussare dopo alcuni minuti: “Mi apri per cortesia? Sono Asia”.

Decido di ignorarla, io non parlo con le bambole di porcellana.

Come bambola risulta parecchio insistente, tanto che alla fine decido di farla entrare.

“Si può sapere che ti prende?” Mi domanda esterrefatta appena dentro.

Decido di evitare per quanto possibile di guardarla per non incorrere nell’inconveniente di innamorarmi di un semplice oggetto, per quanto perfetto.

“Parlami per cortesia” mi dice “si può sapere perché mi stai evitando?”.

Lascia le infradito vicino alla porta e comincia a gironzolare curiosa per casa mia.

Dopo l’addio a Baffino ho prontamente abbandonato la pessima abitudine di pulire e ordinare casa, ma a quanto pare la cosa non deve essere ancora così evidente da impedire ad Asia di muoversi liberamente, come in un verde prato primaverile.

“Vedo che ti piace la Canalis”, dice scoppiando a ridere davanti al sacro calendario di Max.

Il tour non guidato della casa termina poco dopo, quindi con sguardo soddisfatto si siede sul divano, incrocia le gambe e mi fissa sorridendo.

Incrocio per un solo attimo i suoi occhi ed un calore inatteso mi pervade, abbasso subito lo sguardo che cade inevitabilmente sui suoi piedi.

Mi stupisco della raffinatezza di alcuni dettagli, sono piedi belli, curati, le unghie sembrano fatte di recente e lo smalto color grigio perla li rende incredibilmente reali, altro che le Barbie dei miei tempi.

“Che stai facendo? Non sarai mica un piedofilo” dice Asia ridacchiando, “guardami in viso, non mordo”.

Per nulla rassegnato a soggiacere a questo scherzo crudele, decido di parlare direttamente con il diabolico architetto di questo triste inganno perpetrato ai miei danni.

Mi reco in camera e dal cassetto del comodino estraggo le manette di Anna.

Torno in sala mentre Asia non mi toglie lo sguardo di dosso, mi colloco dietro il divano dove lei è seduta e con un piccolo sforzo, riesco a farlo ruotare di circa 90 gradi, lei non si muove.

Il divano ora guarda direttamente alla finestra che da al cortile interno, mi ci siedo davanti e rapidamente mi ammanetto ad uno dei termosifone della casa.

“Cosa stai facendo?” domanda incredula.

Torno a guardarla, è ancora più bella di quanto avessi pensato, il suo è il viso del primo Angelo creato da Dio, mi perdo nei suoi occhi per un secondo più lungo dell’eternità, sento dentro di me l’impulso di alzarmi, inginocchiarmi davanti a lei e prometterle il mio amore eterno, le manette bloccano il mio corpo e riescono a strappare dal suo nascondiglio quel briciolo di razionalità che ancora in me esiste.

“Chi sei?” le domando.

“Ma sei completamente deficiente?” risponde ridendo.

“Chi sei?” insisto.

Sembra non capire, il suo sorriso svanisce e quando se ne vola via, porta con sé parte di quella luce che mi aveva illuminato.

“Non mi piace questo gioco, mi stai spaventando” dice seriamente “perché ti sei legato al termosifone?”.

“Prometti di dirmi chi sei se te lo racconto?”

“Promesso” forma una croce incrociando le dita e la bacia due volte, i suoi occhi tornano per un secondo a sorridere.

Mi schiarisco la voce, mi guardo un po’ intorno, fisso per un attimo la mia amata Canalis, poi esordisco: “Suppongo tu conosca la storia di Ulisse e del suo incontro con le Sirene. Ulisse sapeva che non avrebbe potuto resistere al loro canto e nel contempo desiderava ardentemente ascoltare la loro melodia. La sua curiosità era enorme ma la sua mente dominava gli istinti, i desideri, il suo mondo interiore. Fu così che chiese di essere legato all’albero maestro della sua nave, un po’ come io ora ho deciso di legarmi al termosifone, per rimanere esposto al pericolo, ma nel contempo preservarmi da te e dalla tua bellezza”.

Rimane in silenzio per alcuni minuti. i suoi occhi color nocciola mi fissano, a tratti sorridenti, a tratti dubbiosi. “Quindi io sarei una sorta di sirena per te” esordisce poco dopo..”ammetto che nessuno mi aveva descritto in questo modo”.

“Però le sirene sono esseri fantastici, mentre io sono in carne ed ossa” mi dice.

“Tu non sei reale” le rispondo “tu non puoi essere reale”

Scoppia a ridere. “Ho paura a domandartelo, ma sono troppo curiosa, perché non sarei reale?”

Rimango a fissarla incredulo, come può non capire?

“Asia..tu..tu semplicemente sei troppo perfetta per essere reale, devi essere una bambola di porcellana che qualche mente deviata ha inviato a casa mia per farmi impazzire…magari è stato il Farino del terzo piano”.

Mi fissa corrucciata, si accarezza per un momento il mento, guarda verso la finestra poi torna a fissarmi.

“Mi stai spaventando” mi dice, si avvicina e mi accarezza il viso dolcemente “ti sembro una bambola?”. La sua mano profuma di vaniglia, riesco a vedere l’odore del suo corpo trasformarsi nelle note di una sinfonia celestiale che mi avvolge quel tanto che basta per mostrarmi per un secondo, la vastità dell’amore.

Riprendo il controllo di me solo per biascicare : “Devi esserlo, altrimenti dovrei abbandonare l’idea di diventare un concertista di vuvuzela e cominciare a dedicare ogni secondo della mia vita a te”

“Ci conosciamo da meno di 1 ora e già mi prometti mari e monti?” risponde sarcastica “ne ho già conosciuti di tipi come te”.

La sua affermazione mi strappa un sorriso, il fatto di essere saldamente legato mi mette tranquillo, decido di replicare: “Io ti sto semplicemente dicendo che dal primo secondo in cui ti ho vista ho capito che, se realmente esiste la metà perfetta per ciascuno di noi, quella sei tu. Sei la prima donna che mi ha fatto realmente battere il cuore in 36 anni di vita, non chiedermi perché, ma ti ho riconosciuta, sento semplicemente dentro di me che solo con te sarei realmente completo”.

Non parla per almeno 1 minuto.

Prendo nuovamente l’iniziativa “Dal momento che comunque non credo a quanto il mio cuore sta gridando, ribadisco la tua sostanziale non esistenza. Ergo ne deduco che tu sia una bambola di porcellana, creata probabilmente dalle abili mani di un artigiano che ha il meraviglioso e pericoloso dono di saper riprodurre le fattezze degli angeli..ma rimani una bambola, quindi gentilmente, fammi parlare con il tuo capo o quell’essere maledetto che vuole il mio male”.

“Nessuno mi ha mai parlato così” dice lei, e un velo di tristezza si posa sul suo volto fatato.

“Questo dimostra la mia tesi, ti avranno creata non più tardi di una settimana fa e questo tecnicamente ti ha impedito di accumulare l’esperienza necessaria per annoverare tra le tue vittime molti stupidi uomini come me”.

“Smettila per cortesia” mi dice fissandomi “sei allo stesso tempo la persona che mi sta dicendo le cose più dolci e terribili che io abbia mai conosciuto”.

“Avrai una settimana di vita”.

“Ebete! Mi chiamo Asia, sono cugina di Flavia, hai presente la ragazza che gira nuda? Mia mamma è sorella di sua mamma, siamo cugine e fino a prova contraria sono di carne e ossa!”

“Sembrerebbe quasi credibile come storia ma io non ci casco” e così dicendo appoggio la testa al termosifone e smetto di guardarla.

“Guardami” dice lei “sono così pericolosa?”

Non le rispondo.

“Per piacere, non fare lo stupido, sei simpatico, strano al punto giusto da risultare quasi interessante, rimango qui per 5 giorni ancora, perché non ci andiamo a prendere un caffè domani, potrei cercare di farti capire che non sono una bambola”.

La mia scena muta continua.

“Veramente non mi vuoi più parlare?”

“Questa è proprio bella: a Bologna lascio un cretino a cui non parlo perché il suo unico argomento sono le macchine e le moto, e qui trovo una persona che non mi parla perché mi reputa di porcellana”.

“Ok capito, facciamo così” continua “io ti racconto un po’ di cose su di me e alla fine tu decidi se continuare a credermi una bambola o meno, e aggiungo un’altra cosa, nel caso tu rimanga della tua stupida convinzione, ti prometto che me ne andrò da casa tua e non mi vedrai più”.

Non la degno di uno sguardo.

“Ok allora da dove comincio…ho quasi 25 anni, sono di Bologna, sto finendo Scienze Politiche, quando mi laureerò vorrei lavorare per un’agenzia di Milano, magari organizzare eventi in giro per l’Italia e viaggiare da Bari a Torino ogni settimana. Sogno un marito ingegnere, geloso quanto basta da impedirmi di fare topless in spiaggia e da litigare con chi posa gli occhi su di me, voglio una casa elegante, uno o due gatti che chiamerei Luna e…Poldo credo, un giardino enorme dove prendere il sole d’estate, un vicino guardone, e almeno due bimbe, belle come la mamma, vestite di rosa che mi sorridono quando mi vedono tornare a casa.”

“Ecco chi sono, una persona normale…altro che bambola di porcellana”.

Il mio assordante silenzio continua, la vedo mentre appoggia la schiena sul divano e porta le mani davanti al volto, rimane così per qualche secondo poi si alza.

“Complimenti..davvero, mai visto una persona capace di rovinare le cose come te”.

Si avvia verso la porta e senza più voltarsi, esce per sempre dalla mia vita.

Rimango legato al termosifone per un tempo indefinito, esaurisco prima le lacrime, poi la forza, per ultimo credo la mia anima.

La mia mente prende il volo e come un antico aruspice riesco a vedere il futuro che mai sarà, mi vedo disteso con Asia mentre prendiamo il sole in un caldo pomeriggio di luglio, distesi in un vecchio pontile di legno che si è vestito di rose solo per noi, le nostre mani si stringono e le nostre labbra si sfiorano. Percepisco in sogno il suo profumo, e d’incanto comprendo che quello sarà per me l’odore dell’Amore, che non smetterà più di accompagnarmi anche quando, a distanza di anni, mi dirò nuovamente innamorato.

So di essermi giocato la mia vera possibilità di essere felice, ma capisco di non avere la forza di reagire, sono qui, inerme, legato per mia propria volontà, mentre mi impedisco di essere felice.

Flavia entra in casa mia dopo almeno 2 ore, mi trova ancora legato, si fa indicare dove tengo le chiavi e mi libera.

La abbraccio e stringo il suo nudo corpo a me, sento il bisogno di calore umano, dell’affetto che rifuggo come un vampiro con la luce.

“Cosa è successo?” domanda con un filo di voce “mia cugina mi ha lasciato un messaggio, dice che è dovuta scappare, non risponde al telefono, poi vengo qui a chiederti qualche notizia e ti trovo ammanettato ad un termosifone, credo mi dobbiate delle spiegazioni”.

“Tua cugina è una bambola di porcellana, troppo bella e perfetta per me, troppo pericolosa per poterla amare, le ho detto di andarsene”.

“Le hai detto questo?”

“Più o meno..”.

“Che altro?”

“Ho smesso di parlarle, non dialogo con le bambole”.

“…e lei se ne è andata”.

“Sì”

“Ma ti piace?”

Rido, “Asia è l’altra metà della luna”.

“Bene cavolo! Smettila di fare lo scemo, chiamala, fai qualcosa, lotta per lei!”

“Ho rovinato tutto” le rispondo “non c’è possibilità”

“Come puoi dirlo senza provarci?” insiste.

“Ho la MCI…non posso farlo”.

“È da un po’ che ti sento parlare di questa MCI, vuoi il mio parere?”

“No”

“Ok, la MCI non esiste, ficcatelo in testa! Ho fatto anche una ricerca in Google ieri, proprio perché mi avevi incuriosito, ti assicuro che nessuno ne parla”

“Google sbaglia”

“Allora ascoltami bene, hai 2 possibilità, anzi tre:

  • La MCI non esiste, quindi ti alzi e tiri fuori le palle e chiami mia cugina
  • La MCI esiste e non fai nulla, guarda come ti sei ridotto, e può solo peggiorare
  • La MCI esiste e ti fai aiutare da qualcuno, un dottore, un prete, un amico…lo decidi tu.

Respiro profondamente, nella mia mente Asia è ancora seduta sul divano, il suo profumo divenuto luce illumina tutti gli angoli del mio squallido appartamento, sono nati fiori dove lei prima camminava.

Dicono che uno capisce cosa aveva solo quando lo ha perduto, forse questa volta ho davvero toccato il fondo, dovrò solo capire come fare a risalire.

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31 risposte a “Cap 16 – Asia

  1. Bello!…mi è piaciuto dalla premessa alla fine…forse perchè mi sono un po’ immedesimato al protagonista che, questo frangente mi somiglia, un romantico incompreso dall’humor fine e intellettuale.

  2. P.S. ti frego il video dei REM 😉 e lo posto nel mio profilo 😀

  3. no la MCI non esiste!!…. 😉

  4. Wow!!! davvero bello questo capitolo…. le descrizioni dettagliate delle sensazioni del protagonista la lista infinita di similitudini e il paragone con le sirene dell’Odissea!!! Ma la cosa più bella in assoluto è la staccionata fatta di cioccolato milka….. =P

  5. che bello!
    si è innamorato!!
    e forse finalmente sconfiggerà ma mci!

    comunque anch’io mi sarei “innamorata” di una bambola perfetta e carina come Asia!
    😉

    (Luna e Poldo! mi son venuti in mente i gatti di sailor moon!)

    bello!
    aspetto il prossimo capitolo

    • Luna e Poldo erano i gatti di Sailor Moon? Questa poi..giuro che non lo sapevo! Sì..innamorato si è innamorato, speriamo adesso si decida a fare qualcosa 🙂

      • …non sono molto convinta che il gatto bianco si chiamasse poldo…
        però mi son venuti in mente…

        speriamo di si!
        e che non continui a contar pecore insieme alle marmotte nel prato di Milka!

      • E che Stefan non sia geloso anche di pecore e marmotte oltre che di Baffino, altrimenti sai che rischio?

      • madò!!
        avverrebbe un tentata strage di pecore e marmotte nel pacifico prato di milka!
        sarebbe sconvolgente!!
        soprattutto per stefan che con la sua nuovissima motosega si accorgerà di aver distrutto il giardino del padre!

        o.O

        😀

        (scusa mi son fatta prendere dalla fantasia delirante)

      • 🙂 è sempre ben accetta la fantasia delirante..credo tu te ne sia accorta 😀

  6. Ma che bellissimo capitolo! Com’è bello l’amore che il protagonista prova per Asia…*-*

  7. Bello un’inizio così lirico, degno di un romanzo di Liala ! E il paragone con Ulisse, la teoria platonica delle due anime a metà, innamorato ma sempre se stesso, sempre con quel suo guizzo di assurdità.Però questa Asia è troppo perfetta, se l’hai descritta come una specie di bambola di porcellana vuol dire che un pò lo pensi, ci vuole una ragazza un pò più ” sgangherata ” per il nostro protagonista

    • ..non hai torto Morgana anche se poi la spiegazione che lui fornisce è “troppo perfetta”. Potrebbe esserlo se riferita alla sua particolare situazione, che potrebbe cambiare, come anche esserlo in assoluto, nel qual caso avresti perfettamente ragione a consigliargli qualche ragazza più “normale” 🙂

  8. Capitolo d’amore fantastico, in cui non c’è nessun contatto, c’è l’innamoramento! L’unica cosa fondamentale!
    L’idea di riprendere Ulisse è straordinaria, Asia è una sirena e da tale, non dovrà esistere più!
    ..magari però se per sbaglio, ribabisco Sbaglio, si rincontrassero in stazione mentre lei torna verso casa e lui non facesse niente, vedendola, per trattenerla qui… sarebbe tutto più curioso!
    Per una volta una donna esce allo scoperto combattendo per esser conquistata!!!

  9. Non mi stupirei se al prossimo incontro lui notasse un sottile cordino che spunta dalla schina di Asia.
    Il primo contatto fisico avviene quando lui, in preda ad una sorte di raptus, cerca di togliere quel filo pendulo che rovina cosi’ tanta perfezione, e lei, a questo punto, ricomincia a parlare, dicendo ” ho 25 anni, sono di Bologna…”
    Le bambole, di porcellana, poco importa cosa dicono.
    Perfette per chi soffre di MCI.

    • Asia quindi come vera bambola di porcellana? Ma in realtà lei difetti ne aveva..il problema è come lui la stava idealizzando, non trovi? Sarebbe cmq un risvolto davvero inaspettato 🙂

  10. un gran bel colpo di fulmine, non c’è che dire! non so, ho avuto l’impressione che il protagonista in realtà abbia un gran paura dell’amore, perchè incontra questa ragazza che pensa essere la sua vera metà e… si lega, non la guarda, la trasforma in una bambola di porcellana, non le parla, fa di tutto per allontanarla… mi chiedo come mai sia così spaventato dall’idea di innamorarsi se pensa che Asia sia davvero il suo Amore, se è per qualcosa accaduto in passato o altro… sempre nuovi misteri!!

    Ps: i gatti di Sailor Moon erano Luna e Artemis 😉
    (Poldo era il cane di una mia amica però)

    • Ciao Vale..se ti ricordi lui ha più volte citato Anna ed Elena (e non solo per le manette 🙂 ) è quindi probabile che qualcosa nel suo passato, qualche fantasma insomma, ci sia. Lui sicuramente ha paura, paura di amarla e forse, paura di non saperla amare.

      Ecco svelato il mistero dei gatti…piccolo segreto..Poldo è il mio gatto (anche per lui i 15 minuti di Andy Warhol)

  11. …mio caro libricino che sta crescendo…il nostro protagonista toccare il fondo?! no non credo sia ancora questo il fondo… anzi credo che il trauma della perdita di Baffino e le parole di Simona lo abbiano “obbligato” a dimostrare un lato apparentemente più adulto. Quindi cosa meglio di un innamoramento per una donna “ideale”? tutto un perfetto cliché, incluso la perfetta “altra metà del cielo”…ma alla sua età dovrebbe averlo già scoperto che ciò non esiste nella realtà… già il suo passato..Elena e Anna, ma sarà un vero passato o altre fantasie non realizzate?! Vedremo.
    Intanto se Asia sarà ospite di Flavia per qualche giorno non è escluso che si possano re-incontrare così potrà verificare se effettivamente è scoccata la scintilla!! 🙂
    Piuttosto chi è Farino del terzo piano?! ;D

    • Partiamo dalla fine..per il Farino non ci sarà da aspettare molto, un altro vicino strampalato..chi altri? 🙂 Anche di Elena ed Anna prima o poi si parlerà, sembrano fantasmi più che reali nella sua vita, che poi si tratti di persone vere o di Golem di Tobleroone…questo si vedrà

  12. … con tutti questi zuccheri il protagonista, a mio avviso, farebbe bene a farsi un giro dal dr. Fabiani per controllo glicemia… 🙂

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