Cap 25 – Padre Moreno

“Lo vuoi capire che non corri pericoli?”

“Io un prete non lo voglio conoscere, non mi interessa, li odio”.

Un bambino. Se me lo avessero detto, non ci avrei creduto. Stefan è seduto accanto a me, e da quando siamo partiti non ha mai smesso di lamentarsi. Non lo ho mai visto così.

Quando ero più giovane avevo un gatto di nome Shany, un bellissimo e dolcissimo persiano. Lo avevo scovato una notte camminando per una isolata stradina di Bibione. Da dietro una macchina era spuntato questo batuffolo di pelo, avido di carezze e baci come si conviene ad un cucciolo.

Non avevo fatto in tempo a raccontare l’accaduto a Bianca, che il piccolo mostro era già divenuto parte della famiglia. Lo avevamo chiamato Shany, in onore di una discoteca molto in voga all’epoca, ma ben presto ci eravamo accorti che il gattino non parlava le lingue straniere. Da Shany quindi si era passati al molto più italiano Giovanni..simile per le tonalità, ma molto più comprensibile per idioma.

Giovanni era il gatto più buono del mondo, non c’era possibilità di farlo arrabbiare: non c’ero riuscito io, con i miei attacchi e le mie provocazioni, non c’era riuscito il coniglio, affascinato a tal punto dalla sua folta peluria, da cercare di montarlo in ogni situazione vantaggiosa, non c’era riuscita Nellina, il cane della prateria inopportunamente comprato da “quella” e introdotta in casa al grido di “è un animaletto buonissimo, vi innamorerete di lei”.

Cosa vera e falsa allo stesso tempo. La bestiolina infatti, pur dimostrandosi adorabile, aveva manifestato fin da subito un amore smodato verso tutti gli angoli delle porte, ridotti in pochi mesi a degli inguardabili pezzi di legno rosicato.

Nellina amava Shany, e con le sue unghie affilate cercava anche lei di scalarlo, quasi fosse una montagna, un totem alla bellezza.

Niente da fare, Shany ci guardava, a volte piangeva, ma non reagiva. C’era una cosa però capace di trasformare l’amorevole bestiolina in un feroce assassino, e quella cosa era “fare il bagno”.

Bella scoperta, si dirà, a nessun gatto piace fare il bagno. Vero, ma nessun gatto, alla stregua dei più famosi Gremlins, è mai riuscito a trasformarsi come lo faceva lui.

A farne le spese la prima volta fu Ioli, coraggioso ed impavido eroe che, armato della sola forza fisica, decise di risolvere alla radice il problema dei nodi di pelo del gattino. Afferrato il micio, lo mise di forza dentro una bacinella, per poi ritrovarsi immediatamente tra le braccia un famelico orco.

Ioli aveva perduto, Shany aveva vinto. Ioli uscì dal bagno con le braccia sanguinanti, sfregiato nel corpo e nell’onore da un batuffolo di oramai 5kg, Giovanni uscì poco dopo, offeso per l’affronto subito, ma consapevole di aver messo un punto a suo favore nella sua personale guerra all’acqua.

Vedere Stefan girarsi e rigirarsi sul sedile della macchina, terrorizzato all’idea di incontrare Padre Moreno, un po’ mi spaventa, un po’ mi diverte.

“Spiegami quale dovrebbe essere il problema Stefan perché davvero non lo capisco, Moreno è amico mio, ci vado perché ho bisogno di parlarci, tu se vuoi puoi rimanere in silenzio, anche in macchina magari. Ti ho chiesto di accompagnarmi, ma se davvero la cosa ti sconvolge tanto, giro la macchina immediatamente”.

“Sì, preferisco, portami a casa”.

“No”.

“Ma mi hai appena detto…”

“Mentivo, già mi conosci, siamo troppo vicini alla chiesa”.

“Ma siamo partiti da non meno di dieci minuti!”

“Dici niente? In dieci minuti Leonardo dipinse La Gioconda”

“Realmente?”

“No, mentivo”.

Stefan sbuffa e volge lo sguardo al suo finestrino.

“Perché proprio da un prete dobbiamo andare” domanda dopo circa un minuto di silenzio.

Sono incerto se spiegarglielo o meno; la storia in realtà lui la conosce, ma ho per come l’impressione che non l’abbia realmente capita. Non ho voglia di spiegargli ancora della mia MCI, della confusione che mi provoca, degli ultimi incontri con Voli Eclissi e delle spiegazioni dei miei genitori.

Ho bisogno di una guida in questo momento, di qualcuno che mi aiuti ad uscire dal buco in cui mi sono cacciato. Potrebbe essere un prete, perché no, magari è proprio un aiuto spirituale quello di cui ho bisogno.

“Io e Moreno abbiamo combattuto in Vietnam insieme” esordisco, “tanto, tanto tempo fa.”

“Eravamo parte di un gruppo d’élite chiamati Esperti Bombe E Terribili Incursioni, le cui iniziali formavano la sigla di cui tutti noi andavamo fieri E.B.E.T.I”

“C’ero io, il capo squadra, eletto per la mia intelligenza, versatilità e capacità di allungare i miei arti come se fossero di gomma, c’era Mauro, all’apparenza tranquillo, ma d’improvviso in grado di ardere come un sole, poi Sergio, l’uomo roccia, dotato di una forza immane. Vi era una ragazza di nome Elena, l’unica del gruppo capace di scomparire, sapevamo della sua esistenza anche se nessuno di noi si è mai accorto di lei. A parte alcune volte intorno ad un fuoco, ricordo che nei momenti di silenzio, quando il rumore della foresta crea come un lenzuolo trasparente che si posa sul tuo capo, per isolarti dal mondo, il rumore di una pernacchia ci obbligava a tornare alla realtà. Era il suo segnale, un modo un po’ primitivo forse, ma di sicuro impatto per dire a tutta la squadra “io sono qui con voi, lotto con voi,mangio e digerisco vicino a voi”.

A quel gruppo di temerari si aggiunse in seguito Moreno, che con la sua forza di spirito, e il suo pupazzo a forma di corvo, era sempre in grado di creare scompiglio tra i maledetti vietcong”.

“Fu un’epoca difficile, ma è in quei momenti che realmente l’amicizia si cementa”.

“Finita la guerra ciascuno ha preso la sua strada: Mauro è un temuto critico culinario, Sergio un abile e coraggioso mercante di vetri, Elena..non si è vista, io come sai sono un sacerdote del Dio Anubi e commercio in bacche allucinogene, e Moreno è diventato prete”.

La capacità di Stefan di credere alle mie fandonie è incredibile, quando incrocio il suo sguardo è sul punto di cadere in una sorta di trance mistica.

“Hai combattuto in Vietnam, che cosa incredibile, dovrai parlarmene di più”.

“Andiamo da questo Moreno” continua “Voglio che mi racconti anche lui degli E.B.E.T.I”

Parcheggio nel posto riservato ai portatori di handicap anche se tutti gli altri spazi bianchi sono liberi, conto di mostrare Stefan come prova ad un eventuale solerte ufficiale del traffico.

Mi fermo a guardare per un momento l’imponente chiesa dove Padre Moreno officia messa, la mia memoria deve fare un salto indietro di circa 30 anni per ricordarmi bene di lui.

Moreno De Grandis, in arte Padre Moreno, mio compagno di scuola per i cinque anni delle elementari, poi le nostre strade si sono divise. Lui ha conosciuto Padre Giuseppe, più famoso per gli schiaffoni che amabilmente elargiva a chi disturbava, che per le sue prediche, io..ho semplicemente vivacchiato, galleggiando nel limbo della sicurezza economica e della accondiscendenza familiare.

Ho bisogno di parlare con lui, al telefono si è detto felice di vedermi e speranzoso di potermi aiutare, vorrei da lui capire come ciascuno di noi può trovare la propria strada, come lui si è scoperto fedele servitore di un Dio di cui non conosce né volto né fattezze, ma sulla cui esistenza solamente scommette.

Vorrei sapere da Moreno se conosce la MCI, se una sua benedizione o raccomandazione ai piani alti possono essermi d’aiuto per superare la mia crisi.

Stefan scende dall’auto e comincia a stiracchiarsi, lo vedo mentre si sistema la camicia e si controlla l’alito soffiando sulla conca formata dalla sua mano.

“Sarà il caso che tu prenda qualche medicina prima di entrare” gli dico “ti sei ricordato di portarle?”.

“Di che parli?”

“Non vorrai diventare prete anche tu, vero?”

Ancora una volta mi accorgo che le mie parole sono arrivate come un macigno e hanno aperto nuove vie alla fragile consapevolezza del mio compare.

“Stefan non dirmi che non hai preso le medicine…Moreno diventò prete dopo la guerra, come ti ho detto. Quello che forse non ti ho specificato è che dopo di lui altri 4 ragazzi improvvisamente “videro la luce”. E’ probabile che gli altri 3 furono in un qualche modo influenzati da Moreno…anche se, voglio essere sincero, è più plausibile che Moreno sia un portatore sano di pretite”.

In un lampo Stefan si porta le dita alla bocca e comincia a mordersi nervosamente le unghie, il suo respiro si fa via via più veloce e la postura incerta. Spostando il peso del corpo da una parte all’altra sembra la brutta copia di una barca in balia di una tempesta.

“La pretite…ecco, la pretite io non la voglio prendere”.

“Ti capisco amico mio” gli rispondo, per questo ho pensato a te e prima di partire ho cercato online qualche rapido accorgimento per non rimanerne infettati.

“Allora l’idea è questa: entriamo in chiesa e tu ti avvicini a una di quelle signore mummie che pregano sempre, vedrai che non sarà difficile riconoscerla, te la indicherò io”.

“Queste signore sono notoriamente delle spie silenti dello stato, tu conosci vero la storia delle spie silenti?”

“Come i kamikaze” risponde allarmato.

“In un certo senso, solo che nel nostro caso sono buone. Lo stato italiano non può permettersi di perdere tanti giovani come Moreno, ragazzi forti, di bell’aspetto che improvvisamente si fanno preti. Esiste una quota considerata accettabile, ma appena il numero supera la soglia, ecco che le spie silenti entrano in azione. Agili come gazzelle e intuitive come un Gasparri diffondono un vaccino tramite iniezione alle possibili vittime, che possono così scappare e continuare la loro vita da laici”.

“Tutto chiaro?”

“Incredibile, e questo in Italia?”

“Stefan..ovvio, in Italia per via del Vaticano, delle crociate, dello IOR, e dell’11/9”

“Mio Dio…tutto è collegato”

“Sono lieto tu abbia colto la gravità della cosa”.

“La cosa da fare adesso è molto semplice, entriamo, tu ti avvicini ad una di queste signore e le chiedi di farti la puntura anti pretite nel culo; ti avverto però, sono spie silenti, all’inizio negheranno perché se i preti si accorgono di loro, puoi immaginare cosa succede…”

Stefan ci riflette per alcuni secondi, smette di muoversi e di respirare quando finalmente scopre la verità: “Suore! Le trasformano in suore!”

“Vedo che hai capito” gli rispondo compiaciuto.

“Preparati a superare una certa resistenza ragazzo, ma vedrai che entrambi alla fine ne usciremo ancora da laici”.

Appena dentro individuo immediatamente la signora che farà al caso mio, sui settanta anni, forse meno, nerboruta e in buona forma. Siede in seconda fila in silenzio, assorta nella sua meditazione non ci sente arrivare.

Stefan si avvicina a lei in silenzio e le siede accanto, appena lei lo guarda lui le fa cenno di avvicinarsi e le sussurra qualcosa all’orecchio.

La signora scatta all’indietro non appena il ragazzo finisce di parlare e dopo un secondo di smarrimento gli pianta uno schiaffo in pieno volto.

Il grido del ragazzo riecheggia in tutta la chiesa, io mi soffoco con la mano il desiderio di ridere fino alla morte.

Poi succede l’inaspettato, il destro di Stefan colpisce alla mascella la donna che perde per un attimo i sensi e si accascia sulla panca.

Un’altra anziana che ha assistito alla scena grida e fugge verso la porta principale.

“Cerca la siringa” intimo a Stefan “sicuro che la tiene nascosta da qualche parte!”

“Stefan si getta sopra la poveretta e maldestramente comincia a perquisirla”

“Non la trovo” grida.

“Cercala meglio, sicuro che la ha con sé”.

“La donna riprende conoscenza e trovandosi un uomo sopra di sé intento a perquisirla non trova di niente di meglio da far che mollargli un altro sonoro ceffone, afferrarlo per il collo, e cominciare a gridare come una disperata”.

La lotta tra i due è epica, il volto di Stefan oramai paonazzo mi indica che il ragazzo è sul punto di soccombere. Le grida della donna si fanno sempre più insopportabili, medito per un attimo di zittirla con un cazzotto.

Più passano i secondi più l’esito della disputa appare evidente, se non mi affretto a dividere i due, dovrò trovarmi un nuovo scudiero. Troppo forte la signora, esageratamente possenti le sue braccia per temere il peso e la forza di Stefan.

“Cosa sta succedendo qui? Signora si fermi o lo ucciderà!”

La voce di Moreno blocca come per magia il tempo, la signora smette di gridare, mantenendo solo le mani strette come un maglio al collo di Stefan, a sua volta il mio scudiero ha smesso di cercare la siringa all’interno del reggiseno della donna.

L’unico che non riesce a trattenersi sono io, e la mia risata è così fragorosa che tutti gli attori di questa buffa commedia si volgono a guardarmi.

“E figuriamoci se non c’eri di mezzo tu” esclama Moreno avvicinandosi alla donna. Con delicatezza stacca le mani della signora dal collo di Stefan, la pelle del ragazzo è tutta arrossata, domani avrà dei lividi molto evidenti.

Allo stesso modo anche le mani del ragazzo vengono allontanate dal seno della donna, Moreno è in piedi tra i due contendenti, il suo corpo li separa dalla lotta.

“Signora Marin, la prego di perdonare questo ragazzo, sono certo che non vi era malizia in quanto ha fatto, e tu giovane amico, sono certo che i tuoi gesti siano stati manovrati ed indirizzati da un cattivo consigliere. Quanto a te, mio caro, noto che gli anni non ti hanno portato saggezza” conclude rivolgendosi a me.

“Andiamo a parlare in canonica, qui di danni ne avete fatti fin troppi”. Moreno fa un passo verso di me, dimenticandosi per un secondo di Stefan.

Il ragazzo approfitta della disattenzione del prete e con la mano sinistra palpa la parte che ancora gli mancava del sedere della signora. Moreno non riesce ad elaborare rapidamente l’informazione e prima di poter reagire, il pugno della donna ha già raggiunto Stefan alla mascella.

Stefan crolla al suolo come un sacco di patate, la donna, incerta se infierire o meno sul malcapitato, sorride sommessamente al Padre e dopo aver recuperato la sua borsa ed essersi fatta il segno della croce, si incammina verso la porta.

“Davvero un bel KO” esclamo io.

“La signora Marin è forse la più temuta tra le nostre catechiste”

“Non stento a crederlo, dici che sia morto?”

“Si riprenderà tra un po’” risponde Moreno “dimmi perché sei venuto”.

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8 risposte a “Cap 25 – Padre Moreno

  1. Mai letto qualcosa di più divertente, cavolo xD Mi spiace per il povero Stephan, ma è un capitolo troppo divertente xDDD

  2. ops!
    è vero, ci manca giusto giusto il prete!
    🙂
    aspetto il continuo

    comunque la mci del protagonista non gli blocca di far fare umilianti scenate a Stefan.. 😀

  3. Padre Moreno dovrebbe fare una bella predica anche a Stephan per convincerlo a non farsi influenzare troppo dal protagonista !

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