Cap 5 – Il Nano

Il vicino nano passa molte ore rinchiuso nel suo garage.
Non so esattamente a cosa si dedichi, ma sicuramente la cosa lo tiene molto impegnato.
Ho immaginato in un primo momento che potesse essere una specie di falegname, idea bocciata sul nascere dal momento che in quella categoria non esistono nani.
A sostegno di questa mia tesi mi enumero ben due casi di falegnami non nani: Geppetto e il papà del mio amico Franco.
Scartata questa prima ipotesi, il problema rimane, la curiosità mi assilla, non ci dormo la notte.
Valuto per un istante la possibilità di rivolgergli alcune domande di persona ma poi, in un travolgente sprazzo di genialità, prendo la decisione migliore della mia vita: lo denuncio alle autorità come possibile terrorista.
Racconto al solerte poliziotto che raccoglie la mia denuncia che ho molta paura, riesco anche a fingere un leggero tremore nella voce.
Mi invento che dal suo garage provengono strani rumori e che di recente ho notato un sinistro viavai di gente barbuta vestita di bianco.
Suggello la mia inconfutabile verità raccontando che in quell’ambiguo tugurio vengono recapitati ordini di pizze SISTEMATICAMENTE prive di carne suina: non si ordinano “Prosciutto e funghi”, non si ordinano “Prosciutto e mozzarella né “Con salamino piccante”.
Il poliziotto sembra turbato da quest’ultima affermazione.
La mia testimonianza risulta convincente perché si portano via il nano verso le 5 del mattino.
Lo sento gridare e imprecare…”Maledetto terrorista!” rifletto, “non rispetta la nostra cultura e le nostre tradizioni, un terrorista italiano avrebbe aspettato almeno le nove prima di cominciare a lamentarsi in modo così maleducato ed indecente”.
Poco dopo ci informano che, per la nostra sicurezza, l’edificio dovrà essere sgomberato; in un niente mi trovo in strada circondato da una moltitudine infreddolita ed inferocita.
Come dar loro torto?
Dopo preparativi estenuanti gli specialisti forzano la porta del garage, ho i brividi a pensare a cosa ci troveranno.
Passo il resto della mattinata cercando di contare le vite che ho salvato. Chiedo con poco successo alle persone di non andarsene, e di disporsi in file ordinate in modo che io possa continuare con questo importante lavoro di memoria storica, ma molti si scherniscono, altri si rifugiano nei bar per scaldarsi un po’.
Verso le 12 ci permettono di tornare nelle nostre abitazioni, nessuna esplosione grazie a Dio.
Sono circa le due quando vedo arrivare la macchina della polizia; scende il nano, rivolge lo sguardo verso la mia finestra, mi vede, mi fissa.
Non lo affronto immediatamente a causa della maledetta MCI, non dimentico però il trambusto e lo scandalo che ha causato, prima o poi mi farò sentire.
Scendo in strada dopo alcune ore, il vicino nano è nel suo garage. Entro in macchina, la accendo, lui mi vede. Cammina verso di me, ha gli occhi tumefatti e il labbro inferiore gonfio.
“Buongiorno vicino nano” esordisco io con il migliore dei miei sorrisi. Lui rimane interdetto. “Gran baccano avete fatto alle 5 del mattino” continuo.
“Ho passato nove ore in questura per niente, mi hanno interrogato, picchiato ed umiliato, hanno passato al setaccio la mia casa e ogni parte del mio corpo” risponde incredulo.
“Non ci avranno messo molto per quello” rispondo.
Rimane a bocca aperta.
“Dico, non ci avranno messo molto per via della tua altezza, sì..insomma, perché sei un nano no?”.
Non risponde, sembra indignato, sconcertato ed offeso. Per ragioni a me sconosciute provo un minimo di compassione nei suoi confronti, percepisco che qualcosa nelle mie parole o azioni lo ha turbato. Cerco di liberarmi di questa nuvola nera sforzandomi di pensare a cose divertenti ma non ci riesco, guardandolo da vicino sembra molto più simile ad una persona che ad un terrorista.
Decido di partire comunque, la conversazione mi ha annoiato. Ingrano la prima, l’auto si muove.

Il vicino nano è ancora davanti a me. Capisco il suo gioco, è: “Vediamo chi si sposta prima”. Accelero.

Lo colpisco duramente, il rumore è sordo, lui cade all’indietro.
“Hai vinto tu ok!” gli grido mentre me ne vado, “Che coraggio hanno questi terroristi” penso mentre imbocco via degli Olmi.
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39 risposte a “Cap 5 – Il Nano

  1. hai meno di 10 giorni di vita e vabbé che il tuo cuore sarà microscopico ma il tuo papà ti sta dando una connotazione più che follemente geniale direi semplicemente cinica!! ..magari il povero vicino nano si rifugia nel garage con la scusa di lavoretti di riparazione per sfuggire ad una moglie kapò..e tu gli fai passare la notte in questura? di questi tempi poi?
    infine mi pare poco plausibile..i terroristi sono invisibili non attirerebbero mai l’attenzione.. in questo modo.
    Capitolo che non mi convince: primo non hai risolto la tua curiosità, quindi continuerai a non dormirci, secondo, l’unica reazione alla MCI che hai avuto non mi pare ben orientata… chessò potevi fargli recapitare dal fattorino direttamente in garage, una delle pizze di Bobbola/Flavia/Barbara e trovandoti lì alla consegna, chiarendo l’equivoco, approfittare per iniziare un discorso ed indagare…ma ormai dopo averlo investito non vorrà più avere nulla a che fare con te…anzi fai attenzione…

    • Grazie Stefi per le tue osservazioni..in realtà ho voluto lasciare molte cose in sospeso proprio per dare più avanti al protagonista la possibilità di…rivalutare molte cose anche grazie ad un personaggio come il Nano che conto in realtà di far tornare. Ho forzato molto sulla poca plausibilità della denuncia proprio per “denunciare” l’attuale miopia del protagonista che avrebbe semplicemente potuto…domandare

  2. mmm… nano terrorista tumefatto…? poverino!

    capitolo strano ma molto attuale…
    il nanetto è già vittima della sua diversità, cattivo il tuo papà a fargli subire anche questa! denota tutta la nostra responsabilità nel farci un’idea tutta nostre delle persone e appiccicargliela addosso… distruggendole…

    ma il nostro protagonista?? MCI… e poi? idea geniale che fa pestare un nanetto solo x saperne di più? che cinico! e mi sembra sempre più alienato… attenzione… a qualche inquilino potrebbero girare!

    in ogni caso il mio preferito rimane il genio… *_*

    • Ciao Flo..in effetti il trattamento non è stato dei migliori e il protagonista stesso in fondo comincia a rendersene conto. Il suo cinismo causa un’enormità di problemi ad una persona e questo solamente per un’etichetta che lui ha deciso di utilizzare per definire e capire i suoi comportamenti. Come dicevo a Stefi questo è solo l’inizio di un percorso.

  3. Ciao libro-che-cresci… non so per quale motivo, ma per alcuni aspetti mi ricordi Ignatius Reilly 🙂

  4. mah..
    avrà la mci il nostro protagonista ma è un pianta grane.
    cioè ha la mci ma non gli manca la fantasia e non sa cosa farsene.
    il nano terrorista..
    la chiamata ai poliziotti.
    la sveglia dell’intero condominio alle 5 di mattina.
    certo se la gente sapeva chi aveva la telefonata, ma non so cosa ne avrebbe fatta delle mci il protagonista.
    insomma belle le descrizioni…simpatica la telefonata e le supposizioni confermate dai gusti della pizza.
    però boh..
    c’è qualcosa che non mi convince…
    certo all’ultimo..il nano che ha vinto anche se è stato arrotato…poveretto.
    è che il nostro protagonista non ha solo mci…
    vive in un mondo tutto suo..dove non si accorge che gli altri possano avere sensazioni?

    • 🙂 non vorrei anticiparti troppo ma quando scrivi “non si accorge che gli altri possano avere sensazioni?” tocchi proprio uno dei punti più importanti che con l’andare dei capitoli vorrei sviluppare. Tra le varie cose ricordati anche che lui si è auto diagnosticato la MCI…ed in un certo senso forse gli comoda avere una sorta di “giustificazione nosografica” alle sue azioni. Anche la MCI a breve sarà spiegata meglio…un po’ alla volta..vi torturo pian piano e nel mentre inserisco anche le vostre idee

  5. ah…
    ma Stefan del capitolo precedente..
    non ci spieghi chi è?

  6. Questo capito è un delirio! Povero nano però, non ci si comporta cosi…è veramente pericoloso il protagonista! :p

  7. certo come avevo commentato al primo capitolo…la MCI è la malattia migliore a cui dar le colpe delle proprie azioni.

  8. Di Luca Stefania

    non vorrei che il nostro protagonista fosse un semplice malato di mente o peggio ancora uno che crede di essere nel giusto solo lui… ce ne sono già troppi nella realtà di persone convinte di sapere tutto di tutti…….

  9. Beh insomma, per essere uno che soffre di mancanza cronica di iniziativa, ne ha avuta di iniziativa in questo capitolo il nostro protagonista!
    Io non l’ho trovato “cinico” però, se penso al cinismo penso a qualcosa di deliberatamente cattivo e acido.. (tipo Dr House insomma!)
    L’ho trovato più che altro una persona assurdamente straniata dalla realtà, talmente chiuso nel suo mondo che ha finito per rendere la finzione realtà a se stesso.. molto inconsapevole non solo degli altri e dei loro sentimenti ma anche di se stesso.
    (Forse più che di MCI soffre un pò di psicopatia!)
    Comunque sono sempre più curiosa di leggere i prossimi capitoli..attendo giovedì 😉

    • La tua analisi è davvero in linea con quello che volevo in un certo modo trasmettere..una realtà che si crea nella mente del protagonista e che diviene talmente vivida da portarlo a fare del male ad una persona da un lato e dall’altro una MCI che sostanzialmente scompare lasciando una sorta di “energia” che sfortunatamente in questa occasione viene mal convogliata.

  10. capitolo inquietante……. nel precedente avevo pensato ad una folle lucidità ma ora……… border line è troppo poco ……. vedo con difficoltà lo spazio per rientrare nell’umorismo macabro ma fondamentalmente poetico alla Mr. Bean …. aspettiamo , non si sa mai dove andrà a parare il tuo papà …….

  11. Il nostro protagonista é un bizzarro e attento osservatore… sa anche che tipo di pizze predilige la vicina nudista?

  12. ciao, rieccomi! ho letto tutto fino a qui…poi ho riletto e qualcosa mi è frullato in testa circa un altro nano, le cui memorie (consigliate da un amico), lessi tempo addietro…poi mi sono detta: “no! non ci può stare in questo racconto!”…infatti quello era un nano gnostico! 🙂

  13. capitolo molto poco politically correct… come mai così tanta acredine nei confronti dei nani?!? sarà perché la mia statura si aggira nelle vicinanze e mi sento solidale con la categoria, ma insomma, suvvia, un po’ più di tolleranza! e poi secondo me lui va in garage mica per confezionare bombe, ma soltanto perché si sente più a suo agio nei piani bassi… 🙂

  14. ..si proprio lui! il mio unico merito è quello di seguire dei buoni consigli! Ciao!

  15. ma non può nascere una love story tra la vicina nudista e il nano malridotto??????
    😀

  16. Il vicino nano tanta roba…potrebbe quasi diventare centrale!!!….:)….nel garage in tanto in quanto nano potrebbe organizzare riunioni del comitato per la liberazione dei nani da giardino e in seguito al fatto provocato dal protagonista con conseguente arrotamento potrebbe trasformarsi in una specie di serial killer votato alla sua eliminazione(ovviamente sfigato nei suoi stratagemmi tipo Willy il coyote)ma con questo senza rendersene conto essere la medicina per la guarigione dalla MCI!!!Cioè…ma come ho viaggiato con la testa???ah ah ah

    • ..io e te ci siamo visti nell’ospedale psichiatrico di…? Tu non eri quella con la camicia di forza rosa a fiori? Io ero quello a pois viola..bei tempi!
      Dai..scusami se mi sono permesso..allora il nano come protagonista tornerà e l’idea del comitato di liberazione ha fatto scaturire una preoccupante catena di idee deliranti (grazie)…ti mando una mail appena ci rifletto meglio e ho più chiaro come strutturare un eventuale capitolo, che ne dici? Grazie ancora!

  17. comunque Erica è un genio!!
    le sue idee son fantastiche!

  18. Fa molto la finestra sul cortile… mi piace!!! Ma resta l’interrogativo che cosa combina il vicino nano nel garage? la risposta negli ultimi capitoli?

  19. Secondo me il Nano è un artigiano che lavora il legno ma realizza solo miniature e magari possiede macchinari rivoluzionari per progettare una miniatura davvero minuscola visibile solo al microscopio!

    • Che idea interessante..mi sembra di capire dai vostri commenti che vi sia la curiosità di sapere che cosa faceva il nano nel suo garage..ok, vedrò di lavorarci! grazie Franz

  20. Pingback: Cap 35 – Vicini di casa | Blog di un libro

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