Cap 44 – Epilogo

Mi chiamo Sebastiano, ho 36 anni e…vedo demoni.

Non sono mostri con corna e forcone, sia chiaro, i miei demoni sono differenti; persone apparentemente normali: parlano, scherzano e vivono accanto a noi.

Ho scoperto da poco di non essere l’unico, siamo in molti a possedere questa facoltà.

Sia stato per natura, per un colpo di fortuna, o tutto sia dipeso da un disegno divino, questo non lo so, fatto sta che i miei occhi vanno al di là delle apparenze: percepiscono il bene e il male nascosto in chi mi circonda.

Mi guardo intorno, cammino per le strade, entro in una banca, o in una discoteca, capita sempre più spesso: i volti di uomini meschini assumono le fattezze di animali, a volte sono cavalli, altre volte rospi, più raramente coccodrilli.

In altri casi è un particolare che mi avverte: un monile esagerato che d’improvviso si duplica all’infinito ed adorna i volti di decine di donne, o un poncho color rosa che veste e ripara ragazze che sembrano tante fotocopie. Sono i segnali di un qualcosa che non funziona, le campanelle che mi avvertono che sono davanti ad un altro demone.

Mi volto, e un momento dopo sto parlando con una persona umile e dignitosa, e percepisco una luce che mi riscalda. Riconosco il suo genio, la rosa che avrebbe potuto nascere, e che le vicissitudini della vita hanno ucciso. Non vi è status sociale, lavoro, macchina o telefono, vi è solo un’anima candida, che merita il mio rispetto, e mi concede la forza per continuare a sorridere.

Ho creduto di poter aiutare le persone che ho incontrato, ma ho capito che non spetta a me giudicare e salvare; ciascuno di noi è dotato di libero arbitrio, e davanti alle opzioni, si ha sempre la facoltà di scegliere per poi magari di ritornare sui propri passi. Io posso arrivare a mostrare l’alternativa, spetta agli altri decidere se continuare a sbagliare.

Ho scoperto tutto questo grazie ad un dottore folle, di cognome fa Fabiani, il suo nome non lo ho mai voluto sapere.

Ha finto di curare una malattia chiamata MCI, una delle mie mille invenzioni, create ad hoc per proseguire nella mia opera di auto sabotaggio. Grazie a lui ho scoperto il mio dono, ma non solo.

Ho fatto luce dentro di me, ho preso coscienza di quelli che sono i miei pregi, e ho imparato a conoscere meglio la mia famiglia e i miei amici.

Ho un padre meraviglioso, si chiama Ioli, si è spaccato la schiena per offrirci un futuro sereno. Adora mia madre, ed è l’esempio di come la dedizione e la perseveranza paghino. Se potessi dargli un solo consiglio, gli direi di godersi la vita, di viaggiare, di trovarsi un gruppo di amici con i quali giocare a carte, a bocce o a tennis.

Ho una madre splendida che si chiama Bianca. Fabiani mi ha fatto capire molte cose su di lei. Se a 36 anni non ho ancora imparato a godere della vita è un po’ per causa sua, ne sono consapevole, ma non le porto rancore.

Sono un uomo onesto, retto, e ligio al dovere, ed è soprattutto grazie ai suoi insegnamenti, ai suoi rimproveri e le sue imposizioni che lo sono diventato, non smetterò mai di ringraziarla per questo.

Ho una sorella, si chiama Nicoletta, ho sempre creduto fosse adottata, ma comincio a credere non lo sia; le voglio bene, e anche se continuerò a cercare i documenti di adozione, e persevererò con i miei esperimenti pavloviani, prometto che farò di tutto affinché sia felice.

Non ho molti amici. C’è Stefan, il mio fido scudiero: spero che la sua storia con Lia vada a buon fine, avere una ragazza veterinaria sarà utile qualora lui vorrà comprare un altro topo; poi ci sono il nano, Paolo, Mauro, e poche altre magnifiche persone che hanno imparato a conoscermi, e mi hanno aiutato a capire tante cose che prima non conoscevo.

Nella mia vita ho sprecato tempo, ed occasioni. Ho perduto treni per paura di montarci, mi sono giocato chance che capitano forse una volta sola nella vita. Ho avuto paura di rischiare, e così mi sono condannato alla sicura sconfitta.

Cosa succederà ora? Ancora non lo so, di sicuro spetta a me prendere in mano le redini della mia esistenza. Mi aspettano momenti felici e altri che lo saranno meno, ho deciso di smettere di preoccuparmi troppo delle conseguenze.

Magari un giorno in un centro commerciale incrocerò nuovamente Asia, e la vedrò sorridente, insieme a suo marito e a due splendide bimbe vestite di rosa.

Penserò al giorno in cui per paura di lottare e di soffrire, la ho spinta lontano da me. Ora sono certo che questo non accadrà più, non caccerò mai più lontano da me la possibilità di essere felice.

Poi forse un giorno incontrerò una donna, succederà ne sono certo nel luogo più impensato e inatteso, mi innamorerò di lei e per lei deciderò di attraversare il mondo intero.

Forse un giorno, guardando fuori dalla finestra, aprirò una pagina bianca di word e deciderò di raccontare a tutti la storia di uno strano ragazzo…che vedeva i demoni.

FINE

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26 risposte a “Cap 44 – Epilogo

  1. Stavo discutendo di sigle di cartoni animati su un forum ascoltando “Forza Sugar”.

    Chiudo tutto e mi gusto l’agognato finale, sperando che mia madre non chiami per la cena.

    Appena possibile avrai un resoconto. 🙂

    • …con la musica di Elisa in sottofondo debbo dire che..un po’ mi sono commosso. E da buon papà posso dire che sono orgoglioso del mio bimbo..davvero. Attendo anche i vostri commenti 🙂

  2. Allora, parto con una piccolissima critica in modo da non lasciarti l’amaro in bocca dopo. 😛

    Gli ultimi capitoli sono “volati”, forse sono io che mi sto abituando all’autoreferenzialismo giapponese delle mie ultime letture ma ho avuto la strana impressione che mancasse qualcosa, che tutto si sia concluso in una sorta di battito di ciglia. Ma capisco pure che dopo 44 capitoli non è la fantasia che possa venire a mancare, ma magari la pazienza, quindi ci sta anche che si possa pensare “tutta ‘sta storia della MCI per niente”!!! 😀

    Il tuo stile mi piace e te l’ho già detto. I personaggi così fuori di testa e dal mondo anche di più. A volte ho creduto anche io di avere la MCI e mi fa piacere vedere che se ne può uscire anche a 36 anni, avendone io 29. 😛

    Mi ha fatto piacere anche il non-lieto fine tra Sebastiano e Scrid, sarebbe stato banale e smielato, molto meglio il retrogusto di qualcosa che sarebbe potuto esserci ma inspiegabilmente non c’è stato.

    Frase conclusiva da 10 e lode. 🙂

    Complimenti, di cuore.

    • Come sempre, critiche e complimenti sono accettati e presi in considerazione. In effetti ho voluto proprio giocare con una soluzione “banale” per sottolineare quello che era il messaggio (magari semplice e trattato già altre 1000 volte) del mio lavoro. Come tu hai scritto, in molti si possono riconoscere in questa MCI, perché credo si tratti di un male diffuso tra giovani e meno giovani. Nel libro il Fabiani dimostra al protagonista che questa malattia non esiste, e questo è stato un po’ il mio stratagemma per dire…caspita, c’è una forza dentro ciascuno di noi, a volte non è organizzata (Sebastiano crede di poter leggere nel pensiero e di volare) e ben incanalata, ma sicuramente è sufficiente a farci uscire dalle sabbie mobili. Scrid non ha “visioni” come Sebastiano, non vede demoni, non ha il dono, ma ciò nonostante è bloccata in quello che una cara amica virtuale ha definito mal di vivere. Entrambi sono stati aiutati, (e in questo c’è il mio piccolo omaggio alla psicologia che ho studiato), ma non attraverso l’aggiunta di un “qualcosa” (le pillole-Mentos), ma solo per mezzo di una operazione che ho chiamato di “Lanterna”.
      In definitiva ho volutamente giocato con gli eccessi: una malattia in cui il 50% dei lettori si può riconoscere sconfitta in un modo assolutamente banale, con la parola. E come l’araba fenice da quelle ceneri risorge Sebastiano con un plus in più, con quel dono che gli permetterà di vivere e vedere meglio. Non ho mai pensato ad una storia Scrid – Sebastiano, non sono fatti l’uno per l’altro, ma entrambi incontreranno qualcuno di speciale.
      Non mi resta che ringraziarti, rifletterò sulla tua critica e ne farò tesoro.
      Grazie di cuore per tutto

  3. e come sempre ogni cosa ha una fine!! in questo caso un “lieto fine” di consapevolezze che si aprono su una vita ed un mondo, di incognite, ma da vivere comunque con coraggio, forza e soprattutto dignità.
    Grazie per questo intelligente libbricino, che ho seguito con più o meno costanza ma senza nemmeno perdermene un capitolo!
    All’inizio mi sono sentita anche io un pò coinvolta nel commentare, poi un pò per volta ho preferito ascoltare, pardon, volevo dire leggere, curiosa di capire quanto desiderassi comunicare!
    Sperimentazione, divertimento, lavoro…qualunque cosa sia per te, l’hai fatta bene! Per me è stato un esperimento riuscito!
    In passato avevi offerto di inviare i file dei capitoli a chi te lo avesse richiesto, bene, lo faccio ora se sono ancora in tempo…sai aspettavo la parola “Fine”.
    Dunque per te: ¡Suerte! e speriamo…”a leggerti ancora!”

    ps: sono anni, assai di più di te, che vedo demoni …e necessariamente devo conviverci, ma non lo dire in giro! 😉

    • Mia cara Stefi, è proprio vero, tu sei stata sin dal principio una di quelle persone che mi hanno aiutato con commenti e suggerimenti. Il progetto è nato un po’ per caso, ma con il tempo è diventato un impegno finalizzato ad un obiettivo. A prescindere dai giudizi, io ne sono davvero orgoglioso. Se per te non è un problema, io conto di fare così: prima decidiamo un titolo insieme, poi vi proporrò alcune idee di copertina, infine lo farò passare per un buon editing. Una volta finito, sarà un piacere inviarti il file!
      Grazie ancora, un abbraccio da parte mia e del libretto!

  4. direi che quanto proponi è perfetto!
    abbracci ricambiati ad entrambi

  5. Ciao come va ? ormai epilogo… finisce un racconto e.. ne comincia un’altro.

  6. Ciao, nove mesi di gestazione sono molti, quale madre di tre figli di ciccia e non di carta lo so bene. Limitarsi a guardare dal vetro della nursery il bimbo e con gridolini sguaiati urlare saltellando “Che bello!” mi sembra riduttivo.
    Posso però farti i complimenti, per la fantasia, per la tenacia, la piacevole scrittura. Non ho ancora letto tutto, ho solo guardato dal vetro. Ti seguirò volentieri, augurandoti che questo bimbo esca dalla culla e cresca sano anche nel mondo delle librerie.
    Felicitazioni!!

    • ..mi ha fatto sorridere il tuo commento! All’epoca avevo pensato alla gestazione del “mio bimbo” come simile a quella di un bimbo di ciccia…9 mesi. Alla fine ci sono riuscito e il piccolo è nato di 43 capitoli e un epilogo, un bimbo sano, che ad alcuni è sembrato un mostro, mentre altri lo hanno trovato carino. Ora dovrò comprargli un bel vestitino (editing) e puntare al battesimo (un titolo) per poi vedere che fare della sua vita 😉

      A presto e grazie

  7. mah…
    esistono anche le trilogie…
    non ti va di pensare a un seguito?
    ne sentiamo la mancanza di questi buffi eppure molto reali personaggi!
    🙂

    • Adesso mi sto occupando dell’editing del libro, poi sarà la volta del titolo e della copertina. Una volta fatto tutto questo, rifletterò realmente se esista ancora del margine per personaggi e storie o se sia il caso di pensare a qualcosa di completamente differente. Realmente ancora non lo so, ma sono lieto che in un certo senso tu stia ancora pensando a Sebastiano, Stefan, Fabiani e compagnia 😉

  8. Ma nooo… non si fa! Non siamo abituati che uno dice una cosa e poi la fa! Che faccio io adesso senza il mio appuntamento fisso? Ricomincio dall’inizio? Beh potrei.. ma non sarà lo stesso.
    Mi mancherà e parecchio venire a trovarti. Speriamo ci siano altre storie da raccontare e che questo bimbo abbia altro da dire.
    Per quanto mi riguarda devo dire solo una cosa: grazie!

    • 🙂 Che gentile che sei… In questo momento sto facendo fare l’editing al libro in modo da renderlo più “accettabile”, poi dovremo cercare un titolo e una copertina. A quel punto vediamo dove la mia vena creativa mi porterà…una fase due..non lo so ancora, giuro! A presto

  9. wow…
    ragazzo, ti faccio i complimenti di cuore. Te lo meriti.
    A differenza di molti lettori, posso dire di aver vissuto in prima persona molte avventure del nostro protagonista… che vita.
    😉

  10. I miei più sinceri complimenti, saper far riflettere/ridere/emozionare come hai saputo fare tu non è da tutti.
    Grazie

    • Grazie Andrea, nel mio piccolo il mio obiettivo era proprio questo…parlare di quello che mi circonda, mi piace e mi indigna senza però voler eccedere con polemiche e accuse. Sono lieto ti sia piaciuto

  11. alle volte i demoni sono spesso complementari -dipende da te, che quale li scegli!- buona fortuna E BUONA SCELTA.!-Cris

    • Grazie Cristina..è un po’ il messaggio di tutto il testo, la complementarietà di alcune persone che agli occhi di molti possono sembrare cattive ed ignobili , le scelte che ciascuno fa, il bene e il male. I demoni esistono ma sono categorie non necessariamente fisse, ciascuno di noi potrebbe essere un demone se giudicato da chi non condivide con noi educazione e aspetti morali.
      Il protagonista in uno dei capitoli elenca quelli che a suo modo di vedere sono i suoi plus, e su questi crea la sua nuova vita.
      A presto

  12. prego ! sono purtroppo le regole non scritte della società che spesso sono ipocrite.-alla prossima-Cris

  13. Vedo che sei alla ricerca di un titolo ?? spero tu sia ok e tutto proceda bene un
    saluto
    daniele

  14. bello: ”

    consapevolezza dell’anima”

  15. Pensi di pubblicarlo con una casa editrice? Sai se lo puoi fare dopo averlo reso pubblico in un blog?

    Selene

    • Non spetta a me decidere se pubblicarlo o meno. Le case editrici che sono venute a conoscenza del progetto sanno perfettamente che ho pubblicato online tutti i capitoli. E’ vero che poi ho scritto nuovamente i primi 4 ma diciamo che molte persone hanno comunque avuto modo di leggerlo. Il problema quindi non è se sia o meno possibile, quanto se sia o meno economicamente interessante investirci dei soldi. Ciao Selene!

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