Cap 3 – Nuova versione – La vicina nudista

Nel mio palazzo vivono 40 famiglie. Otto di queste occupano gli appartamenti al piano terra, e le rimanenti sono distribuite in quattro piani. Ammetto di detestare una buona parte dei miei vicini, gli altri ancora non li ho conosciuti.

Da un ipotetico rogo salverei probabilmente la vicina nudista dell’appartamento 1D. Ho bussato alla sua porta circa un mese fa, mi ha aperto in tenuta adamitica. In un primo momento ho pensato ad una candid camera, ho quindi passato alcuni minuti salutando le ipotetiche telecamere nascoste. Lei è rimasta in silenzio a guardarmi, poi spazientita ed infreddolita, mi ha chiuso la porta in faccia.

Ha aperto solo dopo 15 minuti, probabilmente intenerita dall’espressione “GattoconglistivalidiShrek” che stavo assumendo davanti al suo spioncino. Ha voluto spiegarmi prima di tutto il perché della sua scelta. Non appena ha cominciato a parlare, mi sono concentrato sulle sue tette, e non ho realmente ascoltato una parola del suo discorso.

Credo abbia parlato di “uguaglianza”, di “pudore” e altre amenità. La cosa che più mi ha colpito di quella giornata è stata la stretta correlazione esistente tra pronunciare parole contenenti le lettere “T” e “P” e alcuni buffi movimenti nel suo seno destro. In più di un’occasione ho introdotto argomenti fittizi per stimolare l’uso di specifiche parole.

“Hai sentito? C’è un’invasione di topi ittiti nell’edificio”.

“Come topi ittiti? Che schifo! …e non c’è niente da ridere, dobbiamo chiamare qualcuno”. Oppure: “Come si titolava quella famosa canzone di Rita Pavone, parlava di un alimento..”

“Ah sì, forte, Viva la pappa con il pomodoro!”

“Brava! Come faceva, te lo ricordi?”

“Vi-va la pappa pappa, con il po-po-po-mo-doro…”

Dopo un po’ però mi sono stancato, e ho cominciato a guardarla negli occhi, li ha color nocciola. Una cosa alla fine l’ho capita, non vi è nulla di sessuale o malizioso in quello che fa; appena torna dal suo lavoro si spoglia, e così accoglie amici, amanti, fattorini e testimoni di Geova.

La vicina nudista si chiama Flavia, ma io, novello Cartesio, ho applicato il dubbio metodico, e ho cercato di confutare la sua affermazione, “di questi tempi è meglio verificare le cose”, ho riflettuto. Ho cercato di spiegarle che anche dal punto di vista scientifico è dimostrabile che lei non possa chiamarsi così, perché “Flavia” è un nome da magra mentre lei è, usando un eufemismo, un po’ pienotta. Si è anzi quasi commossa quando con l’esempio delle lince le ho spiegato che le “b” e le “o” sono per i nomi dei grassi, mentre le “f” e le “i” per i magri.

“Chiudi gli occhi e pronuncia la parola “lince”.

“Lince”.

“E’ grassa o magra?” le ho domandato “come la visualizzi?”.

“Magra” ha risposto e immediatamente ha aperto gli occhi e mi ha guardato con ammirazione. In psicologia della Gestalt questo si chiama insight: è come un flash che ti arriva all’improvviso e dalla ridefinizione delle cose, scopri come risolvere il tuo problema. Le mie doti persuasive hanno sortito l’effetto desiderato ed ora non si schernisce più se, a volte, la chiamo Bobba.

Flavia/Bobba viene spesso da me, il più delle volte a guardare la tv. Adora la mia tele al plasma ma non ama i film porno di Taylor Rain, dice che la mettono in imbarazzo. L’affermazione, nella sua paradossalità, mi diverte da matti.

Molto spesso mi racconta di come la sua scelta la abbia condannata ad un isolamento quasi perpetuo, dice che i suoi genitori per primi si vergognano di lei, evitano di passare a trovarla, cambiano argomento qualora la discussione con amici cada su di lei.

Di questo ne ha sofferto molto al principio, poi se ne è fatta una ragione e ha continuata orgogliosa per la sua strada. Con me dice di trovarsi a suo agio, capisce che il suo corpo nudo non è fonte d’imbarazzo, ed in effetti non lo è, oramai ne sono assuefatto. Ho smesso di vederla nuda dopo qualche ora di frequentazione, adesso è una delle poche mosche bianche di questo condominio di ignoranti ed egoisti.

Obiettivamente vederla girare nuda non è un gran spettacolo, ricorda un po’ a Marisa Laurito in versione nature, di questo i fattorini delle pizzerie con consegna a domicilio sono consapevoli, e hanno smesso di recapitarle la pizza.

Lei, astuta come una volpe, ha cominciato a farle recapitare a casa mia. In principio la cosa ha funzionato, poi si è sparsa la voce che io fossi affetto da MCI, ed ora i garzoni, temendo di ammalarsi, non consegnano nemmeno più a me.

Così abbiamo cominciato a farle consegnare un po’ a caso in tutto il condominio, approfittando anche per fare un po’ di conoscenze. E’ grazie a questa iniziativa che ho conosciuto il signor Ruberti, il signor Nano, e l’amabile signor Farino che ha deciso di denunciarci per 1) nudità; 2) utilizzo del suo appartamento per recapito di pizze non desiderate; 3) utilizzo del suo appartamento per recapito di pizze non desiderate, in quanto ai quattro formaggi, lui preferisce con il prosciutto; 4) rumori molesti (abbiamo bussato alla sua porta); 5) reiterati rumori molesti (abbiamo anche suonato il campanello); 6) barba incolta (la mia credo); 7) utilizzo di parole dal dubbio gusto quali “tignoso” (“Lei è un vecchio tignoso, ho capito che questo non è il nostro appartamento, ma era l’unica maniera di farci consegnare le pizze) e “algido” (“Signor Farino, che sguardo algido sta utilizzando nei miei confronti); 8) numero eccessivo di denti esposti nel corso di un singolo sorriso; 9) troppe carezze al suo cane; 10) trauma causato dalla nostra apparizione davanti alla sua porta alle 9 di sera.

Con Flavia vi è un patto di assoluta sincerità, non debbono esistere barriere tra di noi, ognuno deve essere libero di esprimere quello che sente, anche a costo di ferire l’altro. Io chiedo consigli a lei e le racconto le mie storie, lei mi offre il suo parere più sincero, io faccio lo stesso. Ho accettato con entusiasmo l’iniziativa, sino a quando mi sono preso il primo pugno in faccia, a suo modo di vedere non spettava a me commentare le sue fattezze da balena.

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3 risposte a “Cap 3 – Nuova versione – La vicina nudista

  1. gran bel capitolo

  2. ciao…complimenti per il tuo blog. ti volevo segnalare il mio…è appena nato..magari mi dai qualche consiglio
    http://unalbergoperdue.blogspot.com/

  3. carla lagalante

    bell’esempio metonimico della società…bello!

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