Cap 15 – L’addio

Le parole di Ioli rimbombano come campane impazzite all’interno della mia mente, scavano un buco profondo nel mio animo che si riempie di grida di dolore. Regredisco, sono d’improvviso un uomo di 36 anni e un bambino di qualche mese; sono privo di ragione ed esperienza, vivo di sensazioni estreme: fame, sete, gioia, dolore. Non c’è nulla a mitigare la mia pena, soffro intensamente, ed è il dolore puro, il punto zero della afflizione.

C’è però qualcosa che mi prende per i capelli e mi solleva dalle sabbie mobili della mia melanconia.

Per quanto paradossale possa sembrare, il messaggio di Simona mi impedisce di cadere nel baratro che Ioli si è prodigato di scavarmi davanti, e mi fornisce l’insperata forza di reagire, di passare al contrattacco, di lottare per qualcosa.

Esco senza salutare dall’ufficio, mi soffermo solo a fissare intensamente Mattia, se realmente Ioli lo assumerà, deve già sapere che con me avrà vita difficilissima.

Chiamo Stefan.

“Che stavi facendo” gli domando.

“Ero con una tipa” risponde con uno slancio inconsueto.

“Con quale porno?”

“No..davvero, sono con una figa che ho conosciuto l’altra sera e..”

“Stefan..”

“Ok, quello con Taylor Rain“.

“Guarda che è anche il mio preferito, vedi di non rovinarlo”

“No..figurati, non ci faccio niente” risponde.

“Comunque ora smetti, rivestiti, lavati, andiamo in guerra”.

“Bene! I maledetti francesi?”

“Con i francesi un’altra volta, oggi il nemico è Simona”.

“Chi è Simona?”, domanda sorpreso.

“La padrona di Baffino, mi ha scritto che torna stasera a riprendersi il criceto ed io non lo posso permettere”.

Stefan non risponde, è probabile che non abbia fermato il dvd e le immagini di Taylor alle prese con due giovani amanti lo stiano deconcentrando.

“Dimmi cosa vuoi che faccia” dice dopo alcuni secondi.

“Chiama Flavia e dille di raggiungerti a casa mia, chiedile di portare alcune sue foto, di comprare due piante. Cambia un po’ la disposizione dei mobili, ti raggiungo in 30 minuti, passo a comprare una gabbietta nuova per Baffino“.

“Chi è Flavia?

“La nudista, la mia vicina di casa!”

“Ahh lei, scusa ma mi hai detto che non si chiama Flavia”

“Già, non si chiama Flavia ma almeno per oggi sarà Flavia.”

“Perché coinvolgere anche lei?”

“Perché voi due dovrete presentarvi come i nuovi inquilini, Simona ci crederà e cercherà il mio criceto altrove. Stai sicuro che entro poco tempo, ancora drogata dai fumi dell’amore, se ne dimenticherà e a quel punto Baffino sarà mio”.

“Tutto chiaro? Te la senti?”

“Sì, ok..me la sento” risponde svogliatamente.

Arrivo a casa ed entrambi mi stanno aspettando seduti nel divano, Flavia deve aver fatto un po’ di pulizia perché tutto stranamente odora di buono. I cartoni di pizza sono stati raccolti e probabilmente buttati, mentre dalle pareti è stata fatta impunemente sparire la mia preziosissima collezione di calendari di Max.

“Dove sono i calendari?” Domando nervosamente senza salutare.

“Erano troppo caratteristici, se Simona è stata qui sicuramente li avrebbe riconosciuti” risponde Flavia.

La spiegazione non fa una piega ma ciò nonostante mi suscita una certa rabbia; l’idea che le loro dita sporche abbiano toccato la sacra immagine della Canalis mi rende pazzo.

“Dove li avete messi?”

“In camera, tranquillo” risponde Stefan “non ti preoccupare, me ne sono occupato personalmente”.

Sorrido nervosamente, la notizia non mi ha di certo tranquillizzato.

“Cosa hai in mente?” domanda Flavia.

“Stefan non ti ha detto nulla?”

“Non ha detto una parola…forse aveva altro da fare, magari guardare” il tono della voce si fa improvvisamente marcato e la ragazza con le braccia conserte si volge a guardare Stefan negli occhi.

“Sei nuda!” sbotta Stefan.

“E che significa, non ne hai mai viste altre?”

“Sì..chiaro, molte altre, però qui è diverso”.

“È diverso solo per una convenzione sociale, che differenza c’è a stare nudi in spiaggia o in casa propria? Sarei disposta a vestirmi solo se il mio comportamento fosse offensivo nei confronti di qualcuno”.

Sai ad esempio che a Barcellona la legge ti permette non solo di fare nudismo in spiaggia ma anche di camminare per le strade senza vestiti?”

“In fin dei conti, pensaci bene, se tu non provi vergogna, ma anzi ritieni del tutto naturale il tuo corpo, cosa ti impedisce di mostrarlo?”

Stefan ha smesso di ascoltarla probabilmente da qualche minuto rimanendo a fissarla come un automa.

“Mi stai ascoltando o ti sei nuovamente perso nelle mie tette?”

“Stefan?”

“STEFAN sveglia” grido io.

Si desta dalla sua trance e si guarda intorno spaesato.

“Cerca di spiegarmi bene come ti sei immaginato l’incontro” interviene Flavia togliendolo dalla situazione imbarazzante.

“E’ semplice, quando arriva Simona voi due le aprite e le fate capire che siete i nuovi inquilini.. Che te ne pare?”

“Tutto qui?” Risponde lei ” Un trasloco in una settimana? E poi perché non restituirle il topo? E’ suo in fin dei conti”

“Non potrei vivere senza Baffino”, le rispondo.

“Che discorso idiota, hai vissuto 36 anni senza Baffino, adesso lo tieni una settimana e sembra che senza di lui non possa vivere. Sembri un bambino piccolo a volte..”

“Mi vuoi aiutare o no?” Le chiedo nervosamente.

“Io ti aiuto, ma anche tu dovresti fare aiutare…da qualcuno di bravo però.

Scoppia a ridere di gusto, Stefan sembra apprezzare il ritmico ondeggiare dei suoi seni.

“Io mi nasconderò in cucina, in modo da poter ascoltare la vostra conversazione. Stefan, tu lascerai che a parlare sia Flavia e ti sistemerai tra l’ingresso e la sala, in modo tale che avrai sempre la possibilità di guardare verso di me se vi trovate in difficoltà.”

“Baffino starà con me in cucina.”

“E se dovesse cominciare a correre nella sua ruota?” Domanda Flavia prendendomi alla sprovvista.

“Potremmo strappargli le zampette” propone Stefan.

Ci rifletto per alcuni secondi ma poi scarto la possibilità per la difficoltà poi di incontrare un buon chirurgo capace di attaccargliele nuovamente.

“Perché non stacchi semplicemente la ruota?” rilancia la ragazza.

La sua proposta sembra ragionevole anche se suona un po’ crudele nei confronti della bestiolina, privata per almeno 1 ora del suo gioco preferito.

“Scusatemi, e come potrai comunicare con noi?” domanda Flavia.

“Con la telepatia”.

“Stefan, a che livello di corso di Okuto sei arrivato?”

“Terzo”

“Come sei messo con la telepatia?”

“Normalmente bene…se ci sono molti cellulari accesi…mi confondo” mi risponde.

“Ok, basterà solo spegnere i telefonini quando Simona arriva”.

Flavia scoppia nuovamente a ridere, questa volta si acciuga le lacrime con il dorso della mano.

“Voi due siete due pazzi, sono proprio curiosa di vedere come andrà a finire. Dimmi solo una cosa, a che ora dovrebbe arrivare?”

“Tra 20 minuti.”

Simona si presenta con circa 10 minuti di ritardo, suona il campanello nel modo in cui lo farebbe una madre snaturata che abbandona i propri figli.

Baffino sembra percepire l’arrivo della sua padrona perché si pone sull’attenti guardando in direzione della porta.

Flavia apre la porta e lo shock per Simona deve essere forte.

La mia vicina è la prima a parlare.

“Posso aiutarti?”

“Sì..credo di sì…sono venuta a riprendermi il mio criceto”

“Qui non c’è nessun Baffino” risponde Stefan.

“Coglione” gli dico telepaticamente “taci!”.

Il mio messaggio non sembra arrivare perché Stefan parla nuovamente.

“Come vedi questo non è l’appartamento che hai visto l’ultima volta, non ci sono i calendari e nemmeno i mobili sono disposti come quando sei stata qui”.

“Questa adesso è casa mia, io vivo qui con lei che è la mia fidanzata nudista” e così facendo abbraccia Flavia approfittando in maniera fin troppo evidente del suo seno nudo.

Flavia si divincola e gli stampa una bella sberla sul viso.

Sento Simona ridere di gusto e domandare a Stefan: “Interessante…dimmi solo 2 cose, come sai che io sono stata qui, e che il mio criceto si chiama Baffino?”

“Perché leggi nel pensiero” gli grido con la mia forza telepatica, ma probabilmente il telefonino di Simona sta facendo interferenza.

“E visto che ci siamo” continua Simona “Come si chiama la tua ragazza e perché è nuda?”

“Si chiama..cioè in teoria Flavia, però mi hanno detto che questo non può essere il suo vero nome, quindi ne ha un altro che mi comunicheranno, e rimane nuda…perché è una porca”.

“Eh no! Questo no!” sbotta Flavia e per la seconda volta una sua sberla riecheggia per la stanza.

Stefan sentendosi accerchiato, crolla miseramente.

“Ok..è vero, non è la mia ragazza, io non volevo nemmeno fare questa cosa”. “Mi hanno obbligato, io Baffino lo odio, voglio che se ne vada da questa casa perché da quando c’è lui, io praticamente non esisto”.

Decido di intervenire prima che sia troppo tardi. Mi trascino lentamente fino alla porta e sorrido tristemente a Simona.

“Finalmente”, mi dice, “si può sapere che succede qui?”

Improvviso: “Baffino è morto, non sapevo come dirtelo e mi sono inventato tutto”.

Flavia a stento trattiene una risata, Stefan volge stupito lo sguardo verso di me.

“Quando è morto?” mi domanda con un tono che non nasconde la gioia sottesa alla sorpresa.

“Non è morto ebete, è una bugia per farla desistere” gli dico mentalmente.

Lo stupore nel viso di Simona si trattiene per un secondo solo, poi un sorriso furbo si fa largo e rivolgendosi a Stefan dice: “Certo che se fosse davvero morto, dovrei denunciare te e TUTTI coloro che ti hanno aiutato in questi giorni in quanto complici per OMICIDIO di minore…carcere per almeno 5 anni”.

Ora Stefan è una maschera di paura, lo vedo inginocchiarsi davanti a Simona: “Pietà, non lo sapevo, perdonami, fino a 5 minuti fa Baffino era vivo e vegeto, adesso scopro che era morto da ieri…io non voglio aver niente a che fare con un criceto zombi e tanto meno con la polizia” singhiozza.

Chiude gli occhi e indicandomi con l’indice destro continua: “è stata una sua idea, lui ci ha chiamati e ci ha fatto nascondere i porno e riordinare casa. È un malvagio, diglielo alla polizia, ricorda loro che mi sta trattando come una donna oggetto, che tira le caccole alle persone, paga in ritardo le bollette e alla tradizionale orgia di ferragosto che organizza per il suo ufficio, non vengo mai invitato” e così dicendo abbraccia Flavia rimanendo con il suo viso appoggiato al pube della ragazza.

Flavia si divincola con destrezza e pianta un pugno sul naso a Stefan che inizia a imprecare in un idioma che immagino sia tedesco.

“Ci fate il favore di lasciarci soli?”, domanda Simona a Flavia e Stefan, “credo che io e il “fenomeno” qui davanti dobbiamo fare una bella chiacchierata”.

Simona mi sta fissando seriamente, Flavia e Stefan se ne sono andati da circa 10 minuti e la gabbia di Baffino fa bella mostra sul tavolo della sala.

“Adesso mi spieghi bene cosa ti è preso”.

“Non voglio ridarti Baffino” le rispondo. Non ho coraggio di guardarla negli occhi, giochicchio con il mio telefono per abbassare un po’ la tensione.

“Sai benissimo che Baffino è mio, me lo hai gentilmente tenuto per 1 settimana, ma gli accordi erano chiari, una volta tornata dalle ferie sarei passata a riprendermelo”.

“Non posso vivere senza di lui, ha dato un senso alle mie giornate”.

“Ne sono lieta” risponde “ma siamo tra adulti, c’erano degli accordi, devi rispettarli”.

“Senza Baffino potrei morire”.

“Che esagerato che sei! Hai vissuto 36 anni senza B…”

“Sì sì, me lo hanno già detto..senza Baffino e sei sopravvissuto bla bla bla.. ”

“Esatto..e non fare il bambino. Ma scusa, ma perché non te ne compri uno?”

“Non posso..ho la MCI”

“E che sarebbe, di grazia?”

“MCI = mancanza cronica di iniziativa

La mancanza cronica di iniziativa è una malattia molto grave, magari non come la pertosse o gli orecchioni, ma è molto pericolosa.”

Recito la filastrocca tutta d’un fiato e rimango a fissarla.

“E questa poi? Da dove salta fuori?”

“Me la sono auto diagnosticata”.

“Appunto, come volevasi dimostrare! Tu ti crei una malattia immaginaria e attraverso questa interpreti le cose che ti circondano. Non solo questo, se non che questa ‘malattia’ diventa un’entità vera e propria, tanto che le tue azioni soggiaciono ad essa. Cerca di capire la differenza: se io ti dico: sono affabile, gentile ed educata ed essendo nata il 16 febbraio sono del segno dell’acquario è diverso rispetto a “ sono affabile, gentile ed educata in quanto nata sotto il segno dell’acquario”

“Hai preso una categoria puramente descrittiva e da te inventata come “MCI”, dentro la quale ci metti tutte le tue debolezze e paure, e la hai fatta divenire la causa di tutti i tuoi mali e la giustificazione dei tuoi fallimenti”.

“Invece di dire: non ho voglia di fare, ho 36 anni ma mi comporto come un bambino, sono un debole, mi circondo di folli e galleggio nel mare della  mia vita, e, giusto per sfizio, decido di chiamare tutta questa serie di atteggiamenti e comportamenti MCI, tu dici HO LA MCI e per questo non ho voglia di fare, mi comporto come un bambino, sono un debole, mi circondo di folli e galleggio nel mare della mia vita.”

Sento che le parole di Simona hanno un senso, ma non riesco a coglierlo del tutto.

Farfuglio qualcosa sulla MCI ma l’unica cosa che voglio è che se ne vadano da casa mia, rimanere solo, nel mio buio.

Mi alzo e vado ad aprire la porta.

Sorrido a Baffino prima di chiudere la porta, probabilmente sarà l’ultima volta nella mia vita che lo vedrò.

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17 risposte a “Cap 15 – L’addio

  1. mmm…

    magari ora cadrà nel buio…

    speriamo che un pochino le parole di simona abbiano bucato la sua mente permettendo all’ossigeno di entrare, così che possa riflettere.

    bel capitolo…in particolare le disgrazie di Stefan con la nudista!
    😀
    e la sua ingenuità che non voleva finire in galera!

  2. 🙂 mi ha fatto sorridere la situazione grottesca che si è venuta a creare….e la MCI non immaginaria ma reale vista la difficoltà di togliersi dal pantano dove era andato a cacciarsi il protagonista…ma vedo uno spiraglio in fondo al tunel messo alle corde non si nasconde

    • Ciao Kiccho..ultimamente la “scusa” MCI non viene molto presa sul serio da chi conosce e vive con il protagonista…staremo a vedere se realmente si tratta di una patologia o se lui dovrà tirarsi fuori dal pantano dove ancora si trova 🙂

  3. All’inizio pensavo che il protagonista fosse un tipo stralunato…ma Stefan è peggio!!!!
    Simona dovrebbe fare la psicoterapeuta invece che la cassiera.

  4. Che situazione, cavolo xD Povero protagonista, è arrivato al bivio della sua vita, vivere o lasciarsi morire…ogni capitolo diventa sempre più interessante questo libro! ^^

    • Sicuramente è arrivato ad un punto basso..36 anni, ha combinato ben poco, suo padre lo ha messo al muro, aveva investito molto nel progetto “Baffino” ma le cose non sono andate come voleva. Aspettiamo venerdì per vedere se qualcosa migliora..o peggiora!

  5. Simona lo salverà ! Forse non del tutto perchè altrimenti diventerà un personaggio normale, ma se continuerà a frequentarla qualcosa succederà. O forse è meglio di no ?

  6. ..e no, nemmeno io credo che ci potrà essere, per lo meno nel breve-medio termine, qualcosa che lo aiuti a”ridimensionarsi”, si sa sono percorsi lunghi e perigliosi, con cadute e rialzate, soste e ripartenze…però chissà nel lungo tempo ….forse verso fine febbraio 2011… magari un pò più adulto potremmo ritrovarlo!chissà?! 🙂

    • Qualcosa entro il febbraio 2011 dovrà succedere assolutamente…uno perché lo vogliono gli sponsor come Armani, Nike, Pepsi che stanno pensando di cacciare i vari Cristiano Ronaldo e sostituirli o con Stefan o con il protagonista, due perché altrimenti tutti questi casini che sta vivendo, saranno serviti a ben poco. PS: Asia non è più dalla cugina..le ha lasciato un biglietto di saluto.

  7. 🙂 non seguo più il calcio…preferisco il Rugby!! .. ti potresti mai immaginare un “terzo tempo” magari proprio dopo la finale dei mondiali?! no vero!!

  8. Pingback: Cap 34 – Una questione di donne | Blog di un libro

  9. Stimo Simona per la durezza con cui parla!!è stronzaggine pura!xD
    Bello, bello, bellooo 😀
    ahahah bellissimi i tentativi di Stefan per entrare in contatto con Flavia, però forse è esagerata l’ingenuità! 😛

    • Simona è una di quelle figure che tutti hanno apprezzato, ha quella dose di stronzaggine come dici tu per mettere il protagonista davanti ai suoi limiti, difetti e debolezze. A volte è meglio incontrare qualcuno capace di gridare che “Il re è nudo” piuttosto che una marea di zerbini accondiscendenti..

  10. Pingback: Cap 35 – Vicini di casa | Blog di un libro

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