Cap 22 – La cena

Detesto dormire, è un’inutile perdita di tempo che se fossi premier o dittatore abolirei. Ai consiglieri che mi facessero notare che dormire è fisiologico e necessario per la vita, farei tagliare le mani.

Tutti i miei sudditi dovrebbero per legge amare i gatti, sarebbe obbligatorio averne almeno 2 in ciascuna casa, tutti i gatti dovrebbero chiamarsi Poldo e le gattine…non so, forse Asia.

Il lavora più ambito dalle ragazzine di 13 anni diventerebbe quindi la gattara, non la velina.

Poi cercherei anche di proibire l’uso dei numeri pari, li trovo assolutamente noiosi e perfettini. Tutto dovrebbe essere sottoposto alla legge dei tatuaggi: mai in numero pari, uno, tre, cinque e via discorrendo.

Volete 2 panini? No, o 1 o 3, e alla massaia dallo sguardo interdetto, direi che prenderne due porta sfiga, o uno o tre per avere dalla propria parte la fortuna.

Se fossi primo ministro inoltre mi batterei per l’abolizione dell’intervallo 16 – 19 delle giornate autunnali. Il sole che tramonta e il triste colore dell’estate che fugge, è come una spada per il mio animo. Per legge l’orologio dovrebbe bloccarsi alle 16, e a quell’ora tutti dovrebbero accendere le luci, tantissime luci di una potenza pari a quella di una stella, per poter lottare contro la malsana idea che un altro giorno stia morendo, senza nessuno che lo pianga, senza nessuno che realmente lo abbia amato.

Proibirei per legge anche la pancia che mi spunta da quando ho smesso di correre, dovrebbe quindi scomparire, per volere mio.

Vincere le elezioni non sarebbe difficile, basterebbe promettere favori sessuali alle over 45, e distribuire buoni sconto per le colonscopie alle più giovani.

Ai vecchietti prometterei di metterli a capo dei cantieri che osservano e commentano ogni giorno, “basta giovani nerboruti ed incompetenti, sì ai vecchietti che commentano”.

Gli uomini…per il loro voto una vera ricetta non la ho, l’unica cosa che potrei fare è comprare un buon giocatore di pallone, magari Kakà, e farlo giocare in tutte le squadre: 5 minuti con la Roma, 5 con la Lazio, un po’ al Milan e un po’ con l’Inter. Con la Juventus no, quella la abolirei.

Infine stabilirei che si possa rimanere incinta anche solo con un bacio, così i ragazzi ci penserebbero due volte prima di limonare come pazzi con gli sconosciuti.

Il gioco “Cosa farei se fossi premier” questa notte non funziona, continuo a muovermi come un ossesso nel letto senza stancarmi a sufficienza per addormentarmi.

Succede sempre questo, mi basta avere un impegno, un obiettivo, un qualcosa da fare e perdo il sonno. Sono le tre nella mia triste camera, del mio triste appartamento.

Anche se sono al buio, vedo tutto quanto mi circonda e ciò che percepisco non mi rende felice.

Sono solo 4 mura, non parlano di me, mancano i dettagli che la trasformino in un qualcosa che trasudi la mia persona.

Arriverà anche questo momento, maledetta MCI.

Chiamo a casa dei miei genitori verso le sei del mattino, mi risponde Bianca ancora con la voce impastata.

“Pronto?”

Me la immagino in sottoveste e spettinata, povero Ioli mi verrebbe da dire.

“Sono io”.

“Che ti è successo, ti hanno arrestato vero? Sveglio subito tuo padre”

“Spiegami per quale motivo ogni volta mi fate sempre la stessa domanda. Ti sembro, a caso, il tipo di persona che si farà arrestare prima o poi?”

Il silenzio glaciale dall’altra parte è di fatto una risposta.

“Non è possibile ad esempio che io vi abbia chiamato solo per sapere come state grazie soprattutto a quella sorta di angelica gentilezza che pervade e indirizza il mio dire e fare?”

“Tesoro”, afferma Bianca pacatamente “tu sei tutto fuorché gentile ed angelico”.

“Vi faccio i regali ogni anno per Natale”.

“Sono spesso cose che trovi per strada o i dvd porno che lo squilibrato del tuo amico Stefan ti regala”.

“Come te ne sei accorta”.

“Dal biglietto di auguri firmato Stefan che regolarmente lasci attaccato”.

“Non ti facevo così attenta ai dettagli” rispondo.

“Che cosa vuoi? Sono le sei del mattino”, il tono di Bianca si è fatto ora più serio.

“Vi ho svegliati? Ti credevo già in piedi, pronta per la messa”.

“Smettila, sai che non vado a messa alle sei”.

“Dovresti, sarebbe un primo passo per espiare i tuoi peccati”.

“Dimmi perché ci hai chiamati” dal tono della voce capisco di aver portato Bianca sull’orlo di una crisi di nervi.

“Questa sera vorrei venire a mangiare da voi, è necessario però che Ioli sia a casa, è con lui che ho bisogno di parlare”

“Perché non vai in ufficio? Potresti chiedergli un appuntamento”

“Meglio di no, rischierei di dover lavorare, e poi sai come la penso riguardo Lina”

“Ma chi? La segretaria?”

“Quella è una porca”

“Ma smettila di dire idiozie, avrà almeno 65 anni”

“E’ una swinger”

“Una?”

“Te ne parlerò in un altro momento, non vorrei disturbarti, magari stavi dormendo”.

“Perché non hai chiamato alle 8?”

“Temevo tu potessi prendere altri impegni, è importante quello che vi debbo dire”.

“Ok ascolta, alle 20 a casa, sai quanto pignolo è tuo padre in questo”.

“Alle 20, sarò puntuale”

Suono il campanello alle 20.30, il mio cellulare non ha smesso di squillare incessantemente dalle 20.15 ora in cui, esaurita la pazienza e abbonato il classico quarto d’ora accademico, Ioli ha realizzato che mangerà in ritardo rispetto al solito.

Ad aprirmi la porta è naturalmente Bianca che mi saluta a denti stretti. Posso decifrare il suo volto senza alcun problema, dice che mio padre ha già dato in escandescenza e probabilmente ha già toccato punte quali: “il poco rispetto delle nuove generazioni”, “dove andremo a finire di questo passo”, “è tuo figlio, non mio di certo.”

Saluto mia madre con un bacio e mi dirigo verso la cucina. Un intenso odore di salmone aleggia nell’aria, mia madre ha voluto suggellare l’incontro con una delle sue specialità.

“Ciao genitale maschio” esordisco alla vista di Ioli “come stai?”.

Mio padre rimane a fissarmi incredulo, la forchetta è bloccata in prossimità della bocca, gli spaghetti cominciano a scivolare lentamente nel piatto.

“Genitale non nel senso di coglione sia chiaro, però ritengo carino usare un buffo gioco di assonanze per descrivervi, invece che i miei genitori voi sarete rispettivamente il genitale maschio e il genitale femmina, che ve ne pare?”

“Direi che è davvero uno spasso” risponde Ioli con una nota di sarcasmo, “sei in ritardo, come al solito, sai che in questa casa si mangia alle 13 e alle 20”.

“Ritardo…che esagerato, una semplice mezz’ora! Pensaci un attimo, puoi realmente definire ritardo una miseria di questo genere? Immaginati mamma 36 anni fa “caro, forse ci siamo, ho un ritardo di 30 minuti…questa è la vota buona, me la sento, sono incinta”.

“Come minimo l’avresti mandata a quel paese, ed ora, solo perché io, con 1000 buone giustificazioni, arrivo in ritardo, mi rimarchi in malo modo tutto quanto”.

Ioli posa la forchetta sul piatto, si porta le mani al viso e si copre gli occhi per alcuni secondi.

“So che non dovrei domandartelo, so che me ne pentirò, ma c’è un qualcosa dentro di me che mi spinge a chiederti…quali sono queste buone ragioni?”

“Ero online a caccia di bimbiminkia

“Ecco appunto lo sapevo, mangiamo che è meglio. Hai fatto l’hippy vagabondo tutto il pomeriggio, mentre io chiudevo un contratto da 50000€”

“Ma smettila” interviene Bianca, “non fare lo smargiasso con tuo figlio”.

“Ti ricordo che è tuo figlio, non mio” ribatte Ioli.

“Vi ricordo che io sono qui presente e se c’è un figlio dubbio in casa, quello non sono di certo io. A proposito, dov’è quella?”

“Tua sorella…”quella” è tua sorella e stasera è a cena dai genitori del suo ragazzo”

“Nicola”.

“Si chiama Antonio”.

“Come Farino…da quando tua figlia esce con il Farino?” domando a Ioli.

Mia madre sorride, “Esce semplicemente con un ragazzo di nome Antonio, i suoi sono di Jesolo, gestiscono due piccole attività vicino a Piazza Mazzini”.

“Un drogato figlio di papà, geniale”.

“Non essere sempre così definitivo con i tuoi giudizi” sbotta mia madre “non lo conosci, non lo hai mai visto e sembra quasi tu lo stia già detestando”.

La considerazione di mia madre coglie nel segno, rimango interdetto e senza parole. L’odio generalizzato che nutro nei confronti del mondo è cosa oramai a me nota, ma non pensavo fosse così evidente e palese anche agli occhi di chi mi circonda. Detestare le persone è la scorciatoia che ho per sfogare una rabbia repressa ed immensa che cova dentro di me.

Rimaniamo in silenzio per almeno un minuto, Ioli è assorto come al solito davanti le mirabolanti elucubrazioni di un compito giovanotto che di cognome fa Capezzone.

“Vedi” esclama, “così dovresti essere, serio, competente, elegante..intelligente”.

La risata di Bianca è sincera e spontanea.

“Il giorno che diventi come quello, giuro che in questa casa non metti più piede”.

Ioli che notoriamente detesta essere contraddetto, sgrana gli occhi.

“Cosa c’è che non va, scusa?”

“Ma dico, scherzi? Ha cambiato più casacche lui che Ibrahimovic”.

La citazione di mia madre toglie il fiato a mio padre. Abbozza un timido sorriso che sfocia in una sonora risata.

“Vedi? E’ per questo che amo tua madre, mi stupisce”.

Ioli si alza dalla sedia e avvicinatosi a mia madre le stampa un sonoro bacio sulla bocca.

“Sono pazzo di questa donna”

“Ed io di questo uomo” risponde lei.

“Scusatemi” intervengo “non vorrei rompere l’idillio, ma dovevamo parlare male del ragazzo di quella”.

Colgo un attimo di smarrimento negli occhi dei due.

“In realtà sarebbe il caso tu ci raccontassi come è andata con Bruno Voli Eclissi” risponde mio padre.

“Giusto, allora sono andato a trovare quel tuo sedicente uomo della provvidenza”.

Mio padre sorride, ma nella sua espressione vi è qualcosa di strano. Un grigio velo di tristezza spegne il suo viso per qualche secondo.

“E così hai conosciuto il vecchio Bruno, non male vero? Che te ne è parso?”

Anche il tono di voce è cambiato, c’è qualcosa che lo turba.

“Diciamo che ne sono rimasto davvero entusiasta, è una persona fantastica. Pensa che mi ha assicurato che sarà in grado di sconfiggere la mia MCI se seguirò pedissequamente le sue indicazioni. Visto anche l’amicizia che vi lega, lui si è anche proposto di pensare al mio futuro. Dovrò semplicemente scegliere una professione, una qualsiasi, e lui dice che riuscirà a farmela ottenere. Non vi sembra una cosa fantastica?”

Ioli e Bianca si guardano per qualche secondo, rimangono in silenzio e abbassano lo sguardo imbarazzati.

“Voi sapete perfettamente quello che sin da piccolo è stato il mio sogno, vero?” domando.

Da piccolo volevi diventare Papa” risponde Bianca.

“Sì…questo ancora, intendevo l’altro sogno”.

Dittatore di colore in Ruanda?” domanda Ioli.

“In realtà anche questo rimane in piedi, comunque mi riferivo a diventare palombaro-ciclista”.

“Palombaro-ciclista, giusto”, dice Bianca.

“Ne sapevi qualcosa?” le domanda Ioli.

“Me ne aveva parlato una volta”.

Decido di rendere tutto più chiaro a mio padre. “Il palombaro-ciclista sarà una delle figure chiave in tutte le guerre che verranno combattute, sarà l’unico che potrà correre in bicicletta nel mare sfruttando degli indubbi vantaggi riassumibili in: pesce a volontà, non venire colpito dalle pallottole, avere la possibilità di affondare delle navi e rimanere protetto dai dannosi raggi UVA ed UVB”.

Ioli elabora quanto appena riferitogli per qualche secondo, sospira a fondo

“Quindi Bruno ti avrebbe promesso questo”.

“In realtà no, me lo sono appena inventato”.

“Sei un pezzo d’asino” risponde Ioli senza far trasparire alcuna emozione, “fai il serio, dimmi del lavoro”.

“Ok, mi aiuterà a diventare spogliarellista”.

“Smettila di fare lo scemo” questa volta è Bianca a tarpare le ali della mia dirompente vitalità.

“Mamma mia, che nervosismo, seriamente allora…ritengo il vostro esperto un emerito buffone”.

Ioli e Bianca si guardano esterrefatti.

A volte il tempo si dilata per magia, capita quando una parola o un’azione ci sorprende. Il cervello cerca di elaborare quanto appena recepito ed entra in un loop apparentemente senza fine. Sono pochi secondi che sembrano secoli, in cui dismettiamo la capacità di reagire e rimaniamo inermi. Le nostre energie convogliano tutte in un unico punto, che è il momento zero della nascita del dubbio. Ci concentriamo su quanto ci ha sorpresi e non siamo più capaci di fuggire.

Siamo come poveri drogati di metanfetamine, obbligati da una forza a noi sconosciuta, a ripetere ossessivamente un gesto disperato, ancora e ancora, fino allo spasmo, fino alla rovina, fino al tracollo.

Il cervello di Ioli è il primo che torna a dare segnali di vita: “Buffone? Ma non ti era piaciuto?”

“Ma dico, scherzi?” rispondo “Sono qui stasera proprio perché mi devi qualche spiegazione”.

“Come ti è saltato in mente di spedirmi da quel personaggio? Il dottore, come ama definirsi, mi ha prima raccontato un sacco di fandonie, per poi sostenere che l’unico modo di salvarmi dalla MCI consisterebbe nell’entrare nella sua..setta, venerarlo come un Dio e attendere che sia lui a decidere per me. La cura in poche parole consisterebbe nel dedicare la mia vita a lui.”

“Il sunto è: lui decide ciò che è giusto e ciò che non lo è, così la MCI scompare”.

La risata di Ioli proviene dal cuore, è sincera e genuina, non lo sentivo ridere così da tempo.

Si rivolge a mia madre con un sorriso: “E’ peggiorato più del previsto, negli anni è stata una vera e propria discesa agli inferi”.

Anche Bianca adesso scoppia a ridere, la loro complicità mi mette a disagio.

“Ok, voi due…che mi sono perso?” esclamo seccato.

Ioli si schiarisce la bocca, adesso è nuovamente il manager serio, pronto ad arringare i commerciali affinché piazzino pannelli anche in Africa.

“In realtà io e tua madre abbiamo voluto metterti alla prova. La tua improvvisa conversione non ci convinceva più di tanto, per questo abbiamo voluto vedere se realmente vi fosse qualcosa di serio in quello che raccontavi o se si trattasse di un’altra delle tue innumerevoli stramberie”.

“Ti ho mentito, e per questo te ne chiedo scusa, sin dal principio. Nessuno dell’azienda è mai andato da quel life coach, mentre è cosa vera che sia io che tua madre gli siamo stati molto vicini in passato”.

“Ti dirò di più, lo abbiamo conosciuto a tal punto che ci è mancato poco che tu non venissi al mondo a causa sua”. Ioli accenna nuovamente una risata, che si trasforma in un niente in un amaro sorriso.

“Direi che a questo punto mi dobbiate delle spiegazioni”.

“Direi” risponde Bianca “che io e tuo padre siamo qui, apposta per questo”.

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13 risposte a “Cap 22 – La cena

  1. Il VoliEclissi era fidanzato con Bianca ? O voleva convincerla a non avere figli ed entrare nella sua setta ?

  2. Nooo… proprio ora che cominciavo a capirci qualcosa! Attenderò martedì… ma se non riesco a dormire posso chiamarti alle 6 di mattina?

  3. 🙂 in ritardo…peggio del protagonista ho letto ora il capitolo. Mi è piaciuto nonostante il desiderio di eliminare la Juve 😛
    sono curioso di scoprire se il protagonista sia figlio di una coppia di incappucciati 😉

    • ..è un desiderio “puro ed innocente”…quasi fanciullesco: “eliminare la fame nel mondo”, “che non esista più la povertà”, “che tutti in famiglia mia stiano sempre bene e vivano almeno fino ai 100 anni”, “che la Juve venga abolita per legge..”…vedi? Tutto naturale 😉

  4. Ho letto con molto piacere ed interesse tutti i capitoli, spero che prima o poi esca anche una versione cartacea perché mi si sta distaccando la retina a furia di leggere il blog ma tant’è.

    Non potendo complimentarmi per ogni cosa ( sono tante), dico solo che ho trovato geniale la battuta su Capezzone ed Ibrahimovic. 🙂

    • Sei molto gentile..il problema della lettura a video esiste e non sei davvero il primo che me lo sottolinea. Se vuoi posso inviarti via mail i 2 capitoli settimanali (alla mail che hai usato per commentare). Magari te li stampi e leggi senza distruggerti la vista. Per quanto concerne la battuta..davvero è arrivata dal cuore (e ti parlo da milanista).. 😉

  5. comunque sto quasi adorando questi genitori!
    bianca è adorabile! anche spettinata rugosa e in vestaglia!
    😀
    e poi…anch’io voglio il salmone a cena!!!!

  6. il papa e il dittatore di colore!!!!!!
    beata ingenuità dei bimbi!!!!
    😀

  7. …sono i lavori che tutti noi abbiamo sognato di fare no? Facciamo una cosa…tu mi aiuti a creare un capitolo, ci scriviamo e buttiamo giù un po’ di idee, ed io vedo di farti invitare a cena da Bianca e Ioli, che dici?

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